Cambiamenti nel Superbonus: Eurostat interviene sulla classificazione dei crediti d'imposta
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Redazione Economia
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Il Superbonus, un incentivo fiscale introdotto dal governo italiano per promuovere l'efficienza energetica e il miglioramento sismico degli edifici, ha subito importanti cambiamenti con la riforma del 2024. Eurostat, l'istituto statistico dell'Unione Europea, ha fornito un parere ex-post il 5 luglio, che ha portato a significative modifiche nella classificazione dei crediti d'imposta.
Il parere di Eurostat
Eurostat ha chiarito come contabilizzare nei bilanci statali la spesa legata ai crediti d'imposta del Superbonus. Ha stabilito che i crediti d'imposta fino al 2023 sono "pagabili" e devono essere contabilizzati immediatamente, mentre quelli dal 2024 in poi sono "non pagabili" e verranno distribuiti nel tempo.
Implicazioni per il governo
Questo parere ha permesso al governo Meloni di distribuire la spesa del Superbonus edilizio sui conti pubblici in modo da ridurre il rischio di un deficit eccessivo. Tutte le spese per i crediti di imposta registrati fino alla fine del 2023 devono essere mantenute nei bilanci degli anni precedenti, e non avranno effetto su quelli futuri. Le spese dal 2024 in poi potranno invece essere smaltite gradualmente negli anni successivi.
Il Superbonus come credito d'imposta "non pagabile"
Il Superbonus maturato dopo l'adozione della riforma contenuta nel decreto-legge di marzo 2024 e poi convertito in legge a maggio, secondo Eurostat deve essere registrato nei conti pubblici come credito d'imposta "non pagabile". Questa nuova classificazione del Superbonus potrebbe avere importanti implicazioni per il futuro dell'efficienza energetica e del miglioramento sismico degli edifici in Italia.




