Incendio a Pascarola, Arpac rassicura: "Aria non contaminata ma servono ulteriori verifiche"
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Redazione Interno
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L’incendio divampato il 9 aprile nello stabilimento della Chimpex, azienda chimica situata nella zona industriale di Pascarola a Caivano, ha sollevato preoccupazioni per la possibile dispersione di sostanze tossiche nell’aria, a causa dell’imponente colonna di fumo nero che si è alzata per ore, visibile da diversi comuni del napoletano. Le autorità, tuttavia, fin dalle prime rilevazioni hanno cercato di tranquillizzare la popolazione, pur ammettendo che solo le analisi sulla diossina – attese per venerdì – potranno fugare ogni dubbio.
Dario Mirella, direttore dell’Arpac per la provincia di Napoli, ha seguito l’evolversi della situazione sin dall’inizio, coordinando i rilievi sulla qualità dell’aria. Sebbene si sia detto cauto nell’esprimere giudizi definitivi, ha sottolineato che i primi dati «non lasciano presupporre un inquinamento irreversibile». Le centraline mobili posizionate nella zona, infatti, non avrebbero rilevato picchi anomali di agenti inquinanti, ma la cautela rimane d’obbligo, considerata la natura dei materiali potenzialmente coinvolti nel rogo.
Intanto, la Città Metropolitana di Napoli ha attivato il Reparto Bonifiche per monitorare l’impatto ambientale dell’incidente. Rosario Andreozzi, consigliere delegato all’Ambiente, ha spiegato di aver dato «mandato agli uffici competenti di avviare con urgenza tutte le procedure necessarie», data l’emergenza provocata dall’incendio. Le conseguenze immediate si sono tradotte nella chiusura precauzionale di scuole e parchi pubblici in alcuni comuni, tra cui Afragola e Acerra, dove i residenti sono stati invitati a evitare l’esposizione prolungata all’aperto e a non consumare ortaggi di provenienza locale.
Non mancano, però, le voci critiche. Un avvocato che ha presentato ricorso alla Cedu a nome di alcune associazioni ambientaliste ha annunciato di voler richiedere l’accesso agli atti per verificare la trasparenza delle rilevazioni. «Vogliamo conoscere nel dettaglio i parametri misurati, le distanze delle centraline dal rogo e gli strumenti utilizzati», ha precisato, sollevando dubbi sulla completezza delle informazioni diffuse finora.




