Psg-Suzuki, l'ipotesi del prestito alla Juventus tiene banco. I dettagli
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Redazione Sport
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Il nome di Zion Suzuki continua a essere il centro di un vortice di trattative che coinvolge tre club di primo piano del calcio europeo. Il Paris Saint-Germain e la Juventus, legate anche da altre operazioni di mercato come quella per Randal Kolo Muani, stanno tessendo la trama di un affare che potrebbe portare il portiere giapponese a difendere i pali della Vecchia Signora, sebbene con una formula che fino a pochi giorni fa sembrava quasi impraticabile.
L’intreccio, che vede il Parma come detentore del cartellino del giocatore, si sta dipanando attraverso contatti continui e rilanci, con l’obiettivo di trovare un’intesa che soddisfi le esigenze di tutte le parti in causa, dalla valutazione economica alla volontà del calciatore di avere garanzie sul minutaggio.
Il rilancio del Psg e il muro del Parma
La posizione del Paris Saint-Germain è chiara: il club francese vuole assicurarsi le prestazioni del giovane estremo difensore per il futuro, ma si trova a dover fare i conti con la presenza di Lucas Chevalier, arrivato solo la scorsa estate per sostituire Gianluigi Donnarumma. L’ingaggio di Suzuki senza una chiara collocazione immediata rappresenterebbe un investimento a rischio, considerando che il portiere giapponese, reduce da un Mondiale disputato ad alti livelli, non intende trascorrere la stagione in panchina.
Da qui la strategia: acquistare il calciatore per poi girarlo in prestito, un’ipotesi che ha preso corpo proprio durante i colloqui tra i due club per altre operazioni. Nel frattempo, il Parma, che ha già respinto un’offerta iniziale del Psg di 28 milioni di euro più bonus, attende un nuovo assalto. Secondo le ultime ricostruzioni, l’offerta migliorata si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro, ma la richiesta dei ducali è di poco superiore, tanto che i francesi, pur pronti ad alzare la posta, non arriverebbero a cifre faraoniche come 45-50 milioni.
La soluzione a tre: prestito secco alla Juventus
La soluzione che sta prendendo sempre più piede è quindi quella del prestito secco alla Juventus. Secondo quanto riferito da esperti di mercato come Fabrizio Romano e Orazio Accomando, questa eventualità è emersa come una possibilità concreta per consentire alla Juventus di avere il portiere che cerca senza dover sostenere l’esborso economico di un acquisto a titolo definitivo, un’operazione resa proibitiva dall’irruzione del Psg.
I bianconeri, che hanno visto sfumare la pista diretta per il giapponese a causa dell’elevato costo del cartellino, potrebbero così accogliere Suzuki in prestito per una stagione, mentre il Paris Saint-Germain si garantirebbe il giocatore per il futuro, potendogli far fare esperienza in un campionato competitivo come quello italiano. L’idea, che sembra incontrare il favore della dirigenza juventina, deve ora superare il vaglio dell’allenatore Luciano Spalletti, a cui spetta l’ultima parola sulla composizione della rosa.
Il tecnico, che aveva già messo in guardia sui costi dell’operazione, dovrà valutare se questa soluzione temporanea sia la migliore per la squadra, anche in un’ottica di lungo periodo, considerando che il giocatore non resterebbe di proprietà del club.
Scenario e tempistiche dell’operazione
Il destino di Zion Suzuki è quindi appeso a un filo che lega le volontà di Psg, Parma e Juventus. Il club parigino deve prima di tutto trovare l’accordo con gli emiliani, un passaggio fondamentale che consentirebbe di attivare la seconda fase del piano. La proposta di prestito alla Juventus, sebbene appetibile, potrebbe trovare un ostacolo nelle valutazioni di Spalletti, il quale potrebbe preferire una soluzione più definitiva per la porta bianconera.
Di certo, l’interesse del Psg per Suzuki è destinato a concretizzarsi in una nuova offerta, e i prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’intreccio di mercato tra le tre società porterà a un accordo che soddisfi tutti, o se la Juventus sarà costretta a virare su altri profili come Guglielmo Vicario del Tottenham, per il quale si parla di una cifra intorno ai 15 milioni di euro.
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