Juventus, contatti col Psg per il prestito di Suzuki. I parigini mettono gli occhi su David Zion

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La dirigenza bianconera, nel tentativo di mettere una toppa a quella che rischia di diventare una vera e propria emergenza tra i pali, ha intensificato i contatti con il Paris Saint-Germain per discutere la fattibilità di un'operazione che porterebbe a Torino il giovane portiere giapponese David Zion Suzuki.

Lo scenario che prende sempre più corpo, alimentato dalle voci che filtrano dagli uffici di corso Galileo Ferraris e dalle indiscrezioni raccolte negli ultimi giorni dalla stampa specializzata, è quello di un trasferimento che prevede una doppia cessione: l'acquisto del giocatore a titolo definitivo da parte del club parigino, per una cifra che si aggira intorno ai 35 milioni di euro complessivi, e il successivo passaggio in prestito secco alla Juventus, con un accordo che potrebbe coprire l'intera prossima stagione, fino al termine del campionato 2026-2027.

Questa soluzione, che appare al momento la più percorribile per ovviare alla cronica mancanza di un numero uno affidabile, risponde a precise esigenze sia di natura tecnica che finanziaria. Da un lato, il Parma, proprietario del cartellino del calciatore, si troverebbe di fronte a un'offerta importante da parte del Psg, difficilmente rifiutabile per un portiere che, nonostante le indubbie qualità, ha ancora margini di miglioramento e rappresenterebbe un investimento a lungo termine per i francesi.

Dall'altro lato, la Juventus, senza dover sostenere un esborso economico immediato per l'acquisto, potrebbe assicurarsi le prestazioni di un estremo difensore di prospettiva, indicato da Luciano Spalletti come il profilo ideale per completare il reparto, andando così a tamponare una falla che si è aperta in maniera preoccupante nelle ultime settimane.

La crisi di fiducia di Di Gregorio e le gerarchie di Spalletti

La questione legata al reparto portieri è diventata, a tutti gli effetti, un nodo spinoso che rischia di compromettere l'equilibrio dell'intera squadra. La mancata blindatura del ruolo ha generato un clima di incertezza che ha finito per minare le certezze del titolare designato, Michele Di Gregorio, la cui posizione si è fatta via via più fragile a causa delle prestazioni altalenanti e di un contesto che, ormai, sembra averne decretato la sfiducia.

L'errore nella partita contro l'Inter, in sé non così clamoroso da giustificare una condanna definitiva, ha assunto un peso specifico devastante proprio perché è stato interpretato come la conferma di una presunta inadeguatezza a vestire la maglia di un grande club, un'etichetta che gli è stata cucita addosso dal mercato e che ne ha minato l'autostima fino a renderlo, secondo gli addetti ai lavori, incapace di reggere la pressione dell'ambiente.

In questo contesto di profonda crisi, la società e lo staff tecnico hanno deciso di attivarsi con urgenza per individuare una soluzione che possa restituire solidità al reparto. Le gerarchie interne, suggerite dal tecnico Luciano Spalletti e condivise dalla dirigenza, hanno portato a identificare nel giapponese Suzuki il candidato principale per ricoprire il ruolo di nuovo estremo difensore, anche se solo per un anno e a titolo temporaneo.

L'alternativa rappresentata da Guglielmo Vicario, finora accostato alla Juventus in più occasioni, è stata momentaneamente messa in stand-by, mentre i nomi di Andrij Lunin e Anatolij Trubin restano sullo sfondo, monitorati con attenzione ma senza che al momento siano stati avviati i contatti necessari per un eventuale trasferimento.

L'offerta del Psg e la fumata bianca imminente

La trattativa con il Paris Saint-Germain ha subito un'accelerazione decisiva nelle ultime ore, dopo che il club francese ha formalizzato un rilancio importante per assicurarsi le prestazioni di Suzuki. Come confermato dal noto giornalista esperto di calciomercato Fabrizio Romano, la proposta messa sul piatto dai parigini ammonta a 35 milioni di euro, una cifra che il Parma difficilmente potrà rifiutare e che potrebbe rappresentare il vero punto di svolta per la definizione dell'affare.

I dettagli contrattuali, come le modalità di pagamento e le eventuali clausole legate al futuro del giocatore, non sono ancora stati discussi nei minimi particolari, ma la sensazione che filtra dall'ambiente transalpino è di un ottimismo crescente riguardo all'esito positivo della trattativa, con la possibilità di arrivare alla fumata bianca già all'inizio della prossima settimana.

Per la Juventus, questa operazione rappresenterebbe un colpo a costo zero per quanto riguarda il cartellino, ma con un investimento importante sul fronte dell'ingaggio e della fiducia riposta in un giocatore che, nonostante la giovane età, ha già dimostrato di possedere qualità tecniche e caratteriali notevoli.

Suzuki si appresta così a lasciare il listone del Fantacalcio per entrare a tutti gli effetti in quello delle Euroleghe, diventando il nuovo portiere dei transalpini con la prospettiva, tutt'altro che remota, di essere girato in prestito alla Juventus per farsi le ossa in un campionato difficile e competitivo come quello italiano. La società bianconera, dal canto suo, spera di chiudere al più presto l'operazione per consegnare al tecnico Spalletti quel rinforzo tanto atteso, mettendo così fine a una situazione di stallo che rischiava di avere ripercussioni pesanti sull'andamento della stagione.

Le alternative e le tempistiche dell'operazione

Nonostante l'ottimismo che circonda la pista che porta a Suzuki, la dirigenza juventina ha mantenuto aperti alcuni canali alternativi per non farsi trovare impreparata in caso di un improvviso dietrofront del Psg o di un rifiuto da parte del giocatore. Sullo sfondo, come detto, rimangono i nomi di Andrij Lunin, attuale secondo portiere del Real Madrid, e di Anatolij Trubin, estremo difensore del Benfica, entrambi profili che risponderebbero alle caratteristiche ricercate da Spalletti ma le cui operazioni si presentano più complesse e onerose da portare a termine.

Lunin, in particolare, rappresenta una suggestione che affascina l'ambiente bianconero per la sua esperienza internazionale e la sua conoscenza del calcio ad alti livelli, ma il club spagnolo non sembra intenzionato a privarsene se non a fronte di un'offerta molto elevata, rendendo di fatto la trattativa subordinata alla cessione di Suzuki.

Le tempistiche, in questo senso, giocano un ruolo fondamentale. La Juventus ha bisogno di chiudere al più presto per dare stabilità al reparto e permettere al nuovo acquisto di integrarsi al meglio con il gruppo e con i metodi di lavoro del mister. L'accordo tra Psg e Parma, che dovrebbe concretizzarsi entro i primi giorni della prossima settimana, rappresenta il tassello mancante per sbloccare l'intera operazione e permettere a Suzuki di volare a Torino per le visite mediche e la successiva firma del contratto di prestito.

In caso di esito positivo, come sembra ormai scontato negli ambienti vicini alla trattativa, la Juventus avrebbe finalmente risolto il rebus portiere, gettando le basi per affrontare con maggiore serenità gli impegni che la attendono.

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