L’Italia perde ancora terreno nel ranking Uefa, il quinto posto in Champions si allontana
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Redazione Sport
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Il cammino europeo dell’Atalanta si è interrotto dove spesso accade per le squadre italiane in questa stagione, cioè agli ottavi di finale, e l’eliminazione – maturata tra l’andata e il ritorno contro il Bayern Monaco – ha avuto il solo effetto di cristallizzare una situazione che, in realtà, era già critica da settimane. La Dea, dopo aver subito un pesante passivo nella prima sfida, non è riuscita a ribaltare il verdetto nel match casalingo, venendo travolta anche al ritorno; e così, con la sua uscita di scena, il calcio italiano si è ritrovato senza alcun rappresentante nella massima competizione continentale. Un vuoto che pesa immediatamente sulla classifica stagionale del ranking Uefa, quella che assegna – lo si ricorderà – due posti extra in Champions League ai due Paesi che chiudono l’anno al vertice della graduatoria.
Il sorpasso del Portogallo e la crisi di un sistema
Proprio ieri sera l’Italia è scivolata al quinto posto, scavalcata dal Portogallo, rilanciato a sorpresa dalle imprese di Sporting Braga e Sporting Lisbona. I portoghesi hanno infatti approfittato delle rimonte messe a segno rispettivamente contro i norvegesi del Bodo e gli ungheresi del Ferencvaros, conquistandosi così un posto ai quarti di Europa League nel primo caso e ai quarti di Champions nel secondo. Erano questi i risultati che mancavano al nostro paese per mantenere una posizione più solida, ma nessuna delle squadre italiane ancora in corsa nelle altre competizioni è riuscita a fornire il contributo necessario a tamponare il crollo accumulato nel torneo più prestigioso. La conseguenza è che la possibilità di agganciare il quinto slot, quello che garantirebbe alla Serie A – e in particolare alla Roma, attualmente in lotta per quella posizione – un accesso extra alla prossima Champions, si fa ora sempre più flebile, se non definitivamente compromessa.
I numeri di un disastro annunciato
Il dato più eloquente di questa débâcle collettiva è forse uno solo, e riguarda il rapporto con le avversarie che poi hanno proseguito il cammino: sui sedici incontri complessivi disputati dai club italiani contro squadre poi approdate agli ottavi di finale, le vittorie sono state soltanto quattro. Di queste, due portano la firma della Juventus, capace di imporsi per 3-2 sul Bodo in una delle sfide del turno preliminare e di superare poi il Galatasaray dopo i tempi supplementari. Le altre due si dividono tra l’Atalanta, che aveva vinto 2-1 contro il Chelsea, e il Napoli – quest’ultimo uscito già nella fase a gironi nonostante il 2-1 rifilato allo Sporting Lisbona nel cosiddetto maxigirone. Il resto è stata una sequenza di sconfitte, pareggi insufficienti e, nel caso di una delle quattro partecipanti, addirittura l’eliminazione senza neppure accedere agli spareggi.
Un ranking che non perdona e il presente del calcio italiano
Quello che emerge è un quadro impietoso, in cui l’assenza di squadre italiane nei quarti di Champions League – quattro su quattro fuori prima di quel turno – finisce per restituire l’immagine di un movimento che in Europa fatica a competere con i ritmi e la profondità delle altre leghe. Nel ranking stagionale, che premia la costanza nei risultati e la capacità di avanzare nei tabelloni, ogni passo falso si paga a caro prezzo, e la risalita del Portogallo ne è la dimostrazione più evidente. L’Italia ora osserva dalla quinta posizione, con il margine di recupero che si assottiglia di settimana in settimana, mentre gli avversari diretti continuano a incamerare punti preziosi. Un meccanismo, quello dei coefficienti, che non ammette distrazioni e che rischia di lasciare la Serie A con una sola opzione – quella di piazzarsi tra le prime quattro – per vedere rappresentate più squadre nella prossima edizione del torneo.
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