Gettonisti negli ospedali, la Lombardia ci ha già provato ma i prezzi li fa il mercato
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Redazione Interno
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In Italia, la carenza strutturale di medici e infermieri ha portato a una spesa potenziale di 1,7 miliardi di euro per i cosiddetti "gettonisti", professionisti della sanità "on demand". Questo fenomeno, esploso per i medici durante la pandemia e già presente per gli infermieri, ha visto i compensi di questi professionisti raggiungere cifre esorbitanti, dai 100 ai 120 euro l'ora. Tuttavia, il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, ha recentemente introdotto nuove linee guida per limitare l'uso e i costi dei "gettonisti", fissando un tetto massimo di 85 euro l'ora per i medici e di 28 euro per gli infermieri.
In Lombardia, dove il sistema sanitario pubblico è stato particolarmente colpito dalla mancanza di risorse e personale, l'assessore al Welfare Guido Bertolaso aveva già tentato di bypassare le cooperative e ridurre i compensi dei medici a gettone. Nonostante questi sforzi, la legge della domanda e dell'offerta ha lasciato pochi margini di manovra, poiché sul mercato non ci sono abbastanza medici di emergenza-urgenza e anestesisti disponibili.
Alberto Becciu, anestesista e imprenditore della sanità a gettone, ha spiegato che in Lombardia sono stati coperti 28mila turni nelle strutture pubbliche grazie a questa tipologia contrattuale. Le nuove linee guida del Ministero della Salute mirano a contenere l'emorragia di soldi per le Asl, ma l'emergenza resta. In Sardegna, ad esempio, la Regione si appresta a far fronte alla carenza di personale sanitario assoldando camici bianchi a ore nei presidi ospedalieri più in sofferenza.
Il provvedimento del Ministero della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce limitazioni riguardanti i modi e i tempi di utilizzo dei professionisti, oltre che il loro sproporzionato tariffario.




