Torino, l’amichevole con l’Alcione mette in luce le urgenze del mercato. Decisivo Kulenovic su rigore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le sensazioni positive espresse dal presidente Cairo alla vigilia sembrano essersi scontrate con una realtà di campo che, per quanto ancora acerba in questo scorcio di precampionato, ha già cominciato a delineare i contorni delle difficoltà che attendono il nuovo Torino di Ignazio Abate.

Dopo il roboante 13-0 inflitto ai dilettanti del Pinzolo Valrendena, la seconda uscita estiva a Pinzolo contro l’Alcione Milano ha rappresentato un test di ben altro spessore, mettendo a nudo le lacune di una rosa che appare ancora incompleta e alla ricerca di un’identità tattica definita.

La vittoria per 1-0, arrivata al 59' solo grazie a un rigore trasformato da Sandro Kulenovic, ha regalato i tre punti ma ha al contempo acceso un faro sulle priorità di un mercato che, a poche settimane dall’inizio del campionato, richiede interventi tempestivi e mirati.

Petrachi a Pinzolo, un promemoria chiamato Alcione

La presenza del direttore sportivo Gianluca Petrachi sugli spalti del Campo Sportivo Comunale Pineta non è certo passata inosservata; anzi, la sua figura, intenta ad osservare il test dei suoi uomini, ha assunto i contorni di un monito vivente.

Il dirigente, giunto in Val Rendena proprio per assistere alla sfida con la formazione di Serie C, ha potuto toccare con mano, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’urgenza di rinforzare un organico che ha mostrato evidenti limiti contro un avversario organizzato e battagliero come quello guidato da Giovanni Cusatis. Non che Petrachi avesse bisogno di questa amichevole per comprendere le necessità della squadra, ma il match di ieri ha certamente funto da promemoria tangibile, una sorta di verifica sul campo di quanto emerso già nei primi giorni di ritiro.

L'Alcione, squadra che nello scorso campionato si è qualificata per i play-off, ha messo in difficoltà il Torino per larghi tratti della partita, dimostrando che il salto di qualità rispetto alla prima amichevole era netto e che i carichi di lavoro atletici, pur pesanti, non possono giustificare da soli la poca fluidità di manovra mostrata dai granata.

Kulenovic si conferma cannoniere, ma il gioco arranca

Il nome che continua a echeggiare tra le montagne del Trentino è quello di Sandro Kulenovic, l'attaccante croato che si sta rivelando il cannoniere d’estate del Torino. Dopo i quattro gol rifilati al Pinzolo, Kulenovic è subentrato nella ripresa e ha trasformato con freddezza il calcio di rigore che ha deciso il match, spiazzando il portiere Nava che pure aveva intuito l'angolo.

Un gol che conferma il suo momento di grazia e la sua voglia di ritagliarsi uno spazio importante in un reparto offensivo ricco di concorrenza, dove figurano attaccanti del calibro di Giovanni Simeone, Duván Zapata e Ché Adams. Tuttavia, al di là della concretezza del croato, la prestazione collettiva ha lasciato più di qualche perplessità.

Nel primo tempo, con il modulo 4-2-3-1, la squadra ha faticato a trovare varchi in una difesa ben chiusa, creando poche occasioni da gol e rischiando anzi di andare sotto su un colpo di testa di Muroni, che ha richiesto un buon intervento di Paleari. L'impressione è che le gambe, appesantite dal lavoro atletico, si siano mosse lentamente, mentre le idee, come osservato da alcuni commentatori, non sono mancate ma hanno faticato a tradursi in azioni pericolose.

I due volti del Torino: le scelte tattiche di Abate

Il tecnico Ignazio Abate ha approfittato dell’amichevole per sperimentare due diversi assetti tattici, un aspetto che rappresenta una costante del suo lavoro in questa prima fase del ritiro. Nel primo tempo il Torino è sceso in campo con un 4-2-3-1, schierando Dembélé e Biraghi come terzini, Gineitis e Luongo in mediana, e Njie sulla trequarti alle spalle dell’unica punta Simeone.

Nella ripresa, invece, il tecnico ha operato un cambio di passo, ritornando al modulo che maggiormente lo ha contraddistinto in Serie B, il 3-4-2-1, con Mascardi subentrato a Paleari e una difesa a tre composta da Coco, Ismajli e Biraghi. Proprio il giovane Andrea Luongo, classe 2008, ha attirato l'attenzione per la sua personalità e qualità nel dettare i tempi del centrocampo, confermandosi come una delle sorprese più positive di questo avvio di stagione.

Dalla sua prova, così come da quella di altri giovani come Cacciamani, Abate sta cercando di trarre le indicazioni più utili, consapevole che la rosa, al momento, ha bisogno di essere completata con innesti di esperienza per garantire solidità e competitività, specialmente nel reparto difensivo.

Un successo che non nasconde le priorità di mercato

Il successo di misura contro l'Alcione, pur garantendo continuità di vittorie in questo precampionato, ha messo in risalto con chiarezza le priorità del club sul mercato. La partita, infatti, ha evidenziato come la difesa e il ruolo del portiere siano gli anelli più fragili della catena, settori nei quali il direttore sportivo Gianluca Petrachi è già al lavoro per apportare i necessari correttivi.

L'obiettivo è consegnare ad Abate almeno un nuovo difensore centrale di spessore prima del rientro al Filadelfia, con i nomi di Ben Nelson del Leicester e Lucas Ryan del Lokomotiv Plovdiv che restano caldi. La presenza di una coppia di portieri composta da Paleari e Mascardi, sebbene permetta di non avere fretta, non rappresenta una soluzione a lungo termine e il club sta valutando profili come Perri del Leeds e Livakovic del Fenerbahce.

Il campanello d'allarme suonato dalla prestazione contro l'Alcione, in cui il Torino ha rischiato di subire gol in più di un'occasione e ha mostrato poca profondità di gioco, rischia di ripetersi se la rosa non verrà adeguatamente rinforzata. La prossima amichevole contro il Cittadella rappresenterà un ulteriore test fondamentale, ma le sensazioni emerse da questa sfida indicano che il tempo stringe e che il mercato deve accelerare per fornire al tecnico gli strumenti necessari ad affrontare la nuova stagione.

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