Morte per malaria riconosciuta come infortunio sul lavoro
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Redazione Salute
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Lorenzo Pagliari, un 38enne di Cremona, è morto di malaria dopo essere tornato da un viaggio di lavoro in Camerun. La sua morte ha suscitato una serie di indagini e discussioni, poiché sia l'Ats Valpadana che i sindacati considerano la sua morte come un infortunio sul lavoro.
Indagini in corso
Alberto Righi, dirigente della Struttura Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro di Ats della Val Padana, ha confermato che la morte di Pagliari verrà considerata come un infortunio sul lavoro. Attualmente, stanno cercando di accertare i dettagli dell'incarico all'estero di Pagliari, il periodo di permanenza, l'ambiente in cui si trovava, se in albergo o in aree rurali, e se l'azienda aveva fornito formazione e informazioni sui pericoli e sulle procedure da adottare per la trasferta all'estero.
Il cordoglio dell'azienda
L'azienda per cui lavorava Pagliari, l'Ocrim di Cremona, ha espresso il suo cordoglio per la sua scomparsa sul proprio sito internet con la scritta "Ciao Lorenzo". L'Ocrim è un'azienda specializzata nella fornitura di impianti per la macinazione di cereali.
Apertura di un'inchiesta
La procura ha aperto un'inchiesta sulle circostanze che hanno portato alla morte di Pagliari. Il sindacato vuole che la sua morte sia considerata un incidente sul lavoro. Pagliari era tornato dal Camerun il 13 dicembre, ma aveva iniziato a sentirsi male intorno a Natale. È deceduto il 30 dicembre. La famiglia di Pagliari è distrutta e prevede che il peggio arriverà.




