Un fiume nel cielo preannuncia due settimane di piogge eccezionali in Europa
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Redazione Interno
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Un nastro trasportatore di umidità, attivandosi dall’Oceano Atlantico, si prepara a scaricare acqua in quantità eccezionali su buona parte del continente europeo per un periodo prolungato. Questo vero e proprio "fiume atmosferico", che convoglia vapore acqueo persino dai lontani Caraibi, promette di interessare, con le sue correnti da ovest, in primo luogo le nazioni più esposte all’Atlantico come Portogallo, Spagna e Regno Unito, ma anche la Francia, l’Italia e, successivamente, la Grecia. Sull’Italia, le proiezioni indicano accumuli che potranno localmente superare i 300 millimetri di pioggia, concentrandosi in particolare sulle regioni del Nord-Ovest e sulle aree tirreniche, dove i terreni, già saturi dalle precipitazioni delle scorse settimane, potrebbero innescare criticità idrogeologiche. L’evento, che si inserisce in un quadro meteorologico di grande dinamicità, sarà sostenuto da una configurazione barica particolare, con una persistente area di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale che fungerà da richiamo per i flussi umidi.
Il contesto stratosferico: un vortice polare sotto stress
Questa fase di maltempo intenso e prolungato arriva in un momento delicato, mentre gli esperti monitorano un significativo evento in alta atmosfera. Ci si riferisce a quello che tecnicamente viene definito uno "stratwarming major", un riscaldamento improvviso della stratosfera polare che sta minando la stabilità del vortice polare, la vasta circolazione di venti freddi che normalmente contiene l’aria gelida alle alte latitudini. Tale riscaldamento, secondo le mappe bariche a 10 hPa, appare così intenso e duraturo da poter portare, entro i primi giorni di febbraio, a una divisione del vortice stesso in due lobi distinti. Questa dinamica, sebbene si svolga a quote di circa trenta chilometri, ha storicamente la capacità di riverberare i suoi effetti anche nella troposfera, influenzando il tempo alle nostre latitudini con un ritardo di qualche settimana.
Febbraio 2026: un mese tra piogge record e l’ombra del gelo
Le proiezioni per il mese di febbraio si configurano, pertanto, come tra le più complesse e articolate degli ultimi anni. Se l’avvio del mese sarà dominato dal flusso atlantico perturbato e dalle copiose precipitazioni legate al "fiume atmosferico", la seconda parte di febbraio potrebbe riservare un cambiamento radicale del quadro sinottico. L’indebolimento del vortice polare stratosferico, infatti, potrebbe favorire, a partire dal periodo successivo al 10 febbraio, discese di aria molto fredda di origine artica o siberiana verso il cuore dell’Europa. Questo scenario, ancora incerto nei dettagli temporali e geografici, apre alla possibilità di un'inversione termica notevole, con l’ingresso di un inverno più vero e rigido e la potenziale comparsa di fenomeni nevosi anche di pianura, dopo un gennaio dai caratteri per lo più miti.
La situazione attuale e gli impatti immediati
L’attenzione resta però, in questa fase, puntata sull’emergenza immediata rappresentata dalle piogge. La persistenza del flusso umido atlantico, unita al contributo evaporativo del Mediterraneo ancora relativamente caldo, crea le condizioni per episodi di nubifragio, soprattutto sui versanti esposti ai venti di scirocco e libeccio. Alcuni di essi potranno essere localmente molto intensi e ripetuti, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di piene dei corsi d’acqua minori, esondazioni e frane. Le autorità di protezione civile, come di consueto, seguono l’evolversi della situazione con allerta, mentre i servizi meteorologici sottolineano l’importanza di consultare gli avvisi locali, dato che la distribuzione degli accumuli più estremi risulterà inevitabilmente disomogenea e legata alla conformazione orografica dei territori.




