Ferrari prova ali diverse in Brasile, la sfida dell'assetto a Interlagos
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Redazione Sport
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Nelle uniche prove libere concesse dal format del weekend a Interlagos, la Scuderia Ferrari ha affrontato la prima sessione con un approccio sperimentale, montando due configurazioni alari distinte sulle monoposto di Charles Leclerc e dell’altro pilota. Mentre sulla vettura di quest’ultimo è stata osservata un’ala anteriore caratterizzata da un profilo centrale, la cosiddetta ‘vu’, particolarmente pronunciato, Leclerc ha invece lavorato con un mainplane dall’incidenza più piatta. Questa divergenza tecnica, che i tecnici hanno analizzato minuziosamente, rappresenta una risposta alle specifiche esigenze del tracciato paulista, notoriamente classificato come circuito a medio-alto carico aerodinamico, dove la ricerca del compromesso perfetto tra carico meccanico per le curve e velocità pura sul rettilineo principale diventa un esercizio di fine tuning essenziale.
Il lavoro di affinamento in una sessione cruciale
La sessione, che si è conclusa con dei tempi non propriamente esaltanti per le rosse, ha evidenziato un lavoro intenso volto all’ottimizzazione dell’assetto della SF-25, la cui bontà di base non è tuttavia apparsa immediatamente tradursi in un potenziale di gara chiaro e immediato. I tecnici, che devono considerare l’impatto delle variabili ambientali e la peculiare struttura del weekend con le qualifiche sprint, si sono trovati di fronte a una vettura ancora imprecisa, la cui taratura richiede interventi che il poco tempo a disposizione rende particolarmente complessi. Alcuni di essi, come l’analista specializzato Zander Arcari, sottolineano la difficoltà di definire un quadro prestazionale certo in simili circostanze, dove ogni scelta di setup assume un peso decisivo.
L'emozione di un giovane talento nel box Ferrari
A movimentare l’atmosfera nel garage della Scuderia, oltre al meticoloso lavoro ingegneristico, c’è stata anche la presenza di Rafa Camara, il brasiliano recentemente laureatosi campione in Formula 3 e membro della Ferrari Driver Academy. “È speciale essere qui con il team”, ha dichiarato il giovane pilota, esprimendo l’emozione di vivere un weekend di gara nel suo paese natale all’interno della scuderia di Maranello. Un’esperienza, la sua, che va al di là della semplice partecipazione, configurandosi come una tappa formativa importante per il suo percorso futuro nel motorsport, mentre osserva da vicino le dinamiche della massima categoria.
L'incognita del potenziale in vista delle qualifiche
Rimane dunque un velo di incertezza sul reale valore competitivo della Ferrari in questo appuntamento, nonostante i piloti abbiano lasciato intendere che, nelle condizioni ottimali, un risultato ambito come il podio non sia da escludere. Il punto cruciale, su cui la squadra sta concentrando tutti i suoi sforzi, risiede nella capacità di estrarre il meglio dalla vettura in un lasso di tempo estremamente ridotto, cercando di trasformare le indicazioni raccolte con le due diverse configurazioni alari in una scelta univoca e performante per le decisive sessioni che determineranno la griglia di partenza.




