Scontri a Bologna, Lepore e il governo ai ferri corti
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Redazione Interno
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Sabato scorso, Bologna è stata teatro di violenti scontri durante tre cortei simultanei organizzati dalla Rete dei Patrioti, dagli anarchici e dagli antagonisti. Il sindaco Matteo Lepore ha duramente criticato il governo, accusandolo di aver inviato 300 camicie nere, mentre la città avrebbe bisogno di fondi per l'alluvione. Le sue dichiarazioni hanno suscitato l'ira di Fratelli d'Italia e della Lega, oltre alla risposta stupefatta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Un video, che mostra un estremista di destra chiedere alla Polizia di abbassare gli scudi, ha ulteriormente alimentato le polemiche. Romano, rappresentante del Siulp, ha difeso l'operato della Polizia, sottolineando che l'istituzione non si lascia condizionare dalle competizioni elettorali e che le critiche rivolte sono infondate e grottesche.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la difficoltà di vietare i cortei, evidenziando l'importanza di prevenire e collaborare con la Prefettura per gestire al meglio tali eventi. Ha inoltre criticato i toni assunti nello scontro tra Lepore e il governo, affermando che la politica è spesso divisiva.
A tre giorni di distanza dalla manifestazione di Casa Pound e dalle successive violenze dei centri sociali contro le forze dell'ordine, diversi soggetti istituzionali hanno categoricamente smentito le dichiarazioni di Lepore riguardo agli eventi di sabato 9 novembre.




