Legambiente: nel 2024 commessi 111 reati ambientali al giorno, la Puglia tra le zone più colpite
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Redazione Interno
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I dati presentati da Legambiente alla Camera dei Deputati, nel rapporto Ecomafie 2025, dipingono un quadro preoccupante: lo scorso anno sono stati registrati 40.590 reati ambientali, una media di 111 al giorno, con 37.186 persone denunciate. Un incremento del 14,4% rispetto al 2023, che conferma una tendenza in crescita, nonostante gli sforzi legislativi e repressivi.
Tra le regioni più colpite spicca la Puglia, che detiene il 10,2% del totale nazionale, con 4.146 illeciti e 96 arresti – il numero più alto d’Italia. Il Barese, in particolare, si colloca al secondo posto tra le province per reati ambientali, un primato che riflette l’infiltrazione sempre più marcata delle ecomafie nel territorio. Non si tratta solo di smaltimento illecito di rifiuti, ma anche di abusivismo edilizio e inquinamento, settori in cui la criminalità organizzata ha consolidato i propri interessi.
Anche il Veneto non sfugge a questa dinamica: Vicenza, con 50 illeciti legati al ciclo del cemento, è la provincia più colpita della regione. Le denunce sono state *138*, mentre i sequestri hanno toccato 3 casi, segnando un’impennata negli abusi legati alla gestione del territorio.
Il giro d’affari illecito generato da questi crimini ha raggiunto i 9,3 miliardi di euro, cifra che include non solo il traffico di rifiuti e le frodi edilizie, ma anche la corruzione negli appalti pubblici, dove la presenza mafiosa si fa sempre più evidente.
Il rapporto, presentato il *10 luglio 2025*, sottolinea come l’azione delle ecomafie sia sempre più ramificata e sofisticata, sfruttando vuoti normativi e lentezze burocratiche. Se da un lato le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, dall’altro la capacità di adattamento dei gruppi criminali rende difficile un contrasto efficace.




