Falsi Banksy, sequestrate oltre 2.100 opere in Europa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'operazione "Cariatide", coordinata dalla Procura di Pisa e condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, ha portato al sequestro di oltre 2.100 opere d'arte contemporanea falsificate, tra cui numerosi pezzi attribuiti a Banksy. L'indagine, partita da Roma e estesa a livello europeo grazie alla collaborazione con l'Agenzia Eurojust, ha coinvolto 38 persone indagate per concorso in ricettazione, falsificazione e commercializzazione di beni d'arte.
Stefano Antonelli, curatore e ricercatore d'arte, ha denunciato tre presunti falsi esposti nelle mostre promosse a Mestre e Cervia da MetaMorfosi, associazione presieduta da Pietro Folena. Antonelli, autore del volume "Banksy" insieme a Gianluca Marziani, ha sottolineato la complessità dell'artista e la difficoltà nel distinguere le opere autentiche da quelle contraffatte. Le indagini hanno rivelato che molte delle opere sequestrate erano destinate alla vendita, con un danno economico potenziale superiore ai 200 milioni di euro.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, Teresa Angela Camelio, ha illustrato i risultati dell'operazione durante una conferenza stampa, evidenziando le implicazioni economiche e la dimensione transnazionale dell'indagine. Le opere sequestrate, se immesse sul mercato, avrebbero comportato un danno economico significativo, minando la credibilità del mercato dell'arte contemporanea.
L'operazione "Cariatide" rappresenta una delle più grandi azioni di tutela dell'opera di Banksy, con 450 opere sequestrate solo nelle mostre, ma migliaia in totale.




