Obbligo di polizza catastrofale per le imprese: slitta il rinvio, scatta il countdown
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Redazione Interno
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Mentre il termine del 31 marzo 2025 si avvicina inesorabile, le imprese italiane – escluse soltanto quelle agricole – si trovano a dover fare i conti con l’obbligo di sottoscrivere una polizza contro le calamità naturali. Una misura che, nonostante le pressioni delle associazioni di categoria, non ha ottenuto la proroga richiesta, lasciando così poco più di un anno per adeguarsi.
L’ipotesi di posticipare di sette mesi l’entrata in vigore della norma, sostenuta da alcune forze politiche e dal mondo imprenditoriale, è naufragata in Commissione Attività produttive alla Camera. L’emendamento presentato da Riccardo Zucconi (FdI), inserito nel decreto Bollette, è stato giudicato inammissibile, segnando di fatto la fine di ogni tentativo di dilazione. Anche la question time sollevata in Assemblea regionale dalla consigliera Pd Alice Parma, insieme al collega Luca Sabattini, non ha sortito effetti concreti.
Quella che viene definita "polizza cat-nat" diventerà dunque obbligatoria per circa 4,5 milioni di attività, comprese le microimprese che costituiscono la stragrande maggioranza del sistema produttivo italiano. Terremoti, alluvioni, frane e inondazioni sono i rischi coperti, con l’obiettivo di mitigare l’impatto economico di eventi sempre più frequenti e devastanti.




