Geppi Cucciari, tra scena e vita privata: l'umorismo come scudo e la felicità domestica

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “Io amo l’umanità ma è la gente che non sopporto”, dichiara Geppi Cucciari, citando non a caso una scritta tratta da un poster di Charlie Brown, in una delle sue tipiche battute che uniscono autoironia e una certa disincantata filosofia. Quella che le donne eccessivamente intelligenti o spiritose possano intimorire, secondo la comica, appartiene al regno delle leggende, pur avendo lei stessa vissuto, come racconta, “svariati strabismi sentimentali” dai quali è uscita proprio grazie a un solido senso dell’umorismo. Un umorismo che, affilato e immediato, costituisce il suo marchio di fabbrica professionale, un “bel vizio” che si porta dietro fin dall’infanzia e che le permette di assemblare con rapidità una battuta dietro l’altra, senza mai cadere nella banalità.

La vita oltre i riflettori

Da qualche anno, ormai, la sua esistenza è condivisa con l’imprenditore nel turismo sardo Marco Micheletti, una relazione che procede, a suo dire, “a gonfie vele”. È in questa dimensione privata che la Cucciari colloca l’inizio della sua “vita vera”, quella che comincia quando i riflettori si spengono e il lavoro termina. Un’affermazione che delinea una netta separazione tra la persona pubblica, sempre pronta alla satira pungente, e l’individuo privato, che si descrive come “molto più fragile” di quanto non appaia e dotato di una sua personale “tenerezza”. “Sono diversa da quello che faccio, ringraziando il cielo”, ammette, sottolineando come il suo carattere romantico sia l’aspetto che forse la caratterizza maggiormente, nonostante la percezione comune.

Il ritorno in Rai e un sogno nel cassetto

Il suo ritorno sulle reti pubbliche, con il programma “Splendida cornice” su RaiTre, rappresenta per lei un approdo desiderato. “Sono in Rai - spiega - nel posto dove vorrei stare: è un editore che, con tutte le sue particolarità, per me rimane casa”. Un ritorno che non è passato inosservato, tanto da essere associato a una piccola “beffa” ai danni di Fabio Fazio, con la “soffiata” di una stella del cinema mondiale al suo “Che tempo che fa”. Tra i suoi sogni professionali, confessa, c’è quello di avere come ospite in studio Roberto Benigni, un desiderio che rivela la sua aspirazione a confrontarsi con maestri della comicità e dell’arte.

L'ironia come cifra esistenziale

Quella di Geppi Cucciari rimane, in ogni caso, una personalità complessa e sfaccettata, che fa dell’onestà intellettuale un punto fermo. “Dico sempre ciò che penso”, afferma, senza però nascondere la vulnerabilità che accompagna questa sua schiettezza. Persino in contesti istituzionali, come un eventuale incontro con Sergio Mattarella, non si sente in grado di spaventare, osservando come il Presidente della Repubblica “conosca persone molto più insidiose” di lei. Una battuta, anche in questo caso, che serve a smarcarsi da qualsiasi aura di temibilità, ribadendo come la sua arma principale sia, e resti, una ironia che è al tempo stesso strumento di lavoro e filtro per interpretare il mondo.

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