Parata dei volenterosi a Parigi, Macron: “Siamo con l’Ucraina”
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Redazione Esteri
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Emmanuel Macron ha voluto trasformare le celebrazioni del 14 luglio, l'ultimo della sua presidenza, in un evento dal forte valore simbolico e politico per l'Ucraina e per il risveglio strategico dell'Europa. La tradizionale parata militare sugli Champs-Élysées è stata dedicata al sostegno a Kiev e alla cooperazione in materia di difesa, e ha visto la partecipazione straordinaria di una trentina di capi di Stato e di governo, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente italiano Sergio Mattarella.
Il messaggio lanciato dalla Francia è stato chiaro e senza ambiguità: non esiste stanchezza nei confronti dell'Ucraina e la Russia non può fare affidamento su un eventuale logoramento degli alleati occidentali. La parata, che ha riunito quasi 6.
800 militari - un numero definito dall'Eliseo come un record storico - è stata aperta da 503 soldati in rappresentanza dei Paesi della Coalizione dei Volenterosi, e nei cieli di Parigi hanno sfilato anche due caccia francesi Mirage con a bordo copiloti ucraini, addestrati in Francia, insieme ad aeromobili di numerosi altri Paesi europei, dalla Germania all'Italia, dalla Spagna alla Polonia.
La riunione all'Hôtel des Invalides e la nuova coalizione antiaerea
La giornata di vertici a Parigi si è articolata in due momenti fondamentali, che hanno preceduto il grande défilé militare. Nel pomeriggio, infatti, si è tenuta la riunione dei Volenterosi all'Hôtel des Invalides, un appuntamento già annunciato e considerato cruciale per imprimere una nuova accelerazione agli aiuti a Kiev. A precederlo è stato il primo incontro della cosiddetta "Anti-Ballistic Missile Coalition", una coalizione per la difesa aerea che ha visto riuniti al Quai d'Orsay i rappresentanti di numerosi Paesi europei, del Regno Unito, della Norvegia e dell'Ucraina.
L'obiettivo dichiarato di questo nuovo gruppo, come spiegato dall'Eliseo, è quello di lavorare sui mezzi necessari per consentire all'Ucraina di difendersi, rafforzando al contempo la cooperazione industriale e condividendo il know-how tra i diversi Paesi e settori industriali europei.
Tra i temi discussi, la prospettiva di una produzione su licenza in Ucraina dei missili Patriot, recentemente autorizzata dagli Stati Uniti, e lo sviluppo di un sistema di difesa antimissile "complementare", basato sull'expertise europea, che possa rappresentare un pilastro di difesa autonomo, pur mantenendo saldo il legame con la Nato.
La seconda fase dei Volenterosi e gli aiuti militari
Il vertice dei Volenterosi, convocato da Macron, rappresenta la seconda fase di un impegno che vede coinvolti ormai 37 Paesi, con due nuovi ingressi come la Moldavia e la Macedonia del Nord. L'incontro è stato l'occasione per discutere delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, con la presidenza francese che ha indicato come i piani per il dispiegamento di una forza multinazionale, lontana dalla linea del fronte, siano "pronti", sebbene ancora suscettibili di evoluzioni in attesa di una fine delle ostilità.
Sul tavolo, oltre alle discussioni sulla difesa aerea, è emersa con forza la volontà di dimostrare concretezza negli aiuti. Il governo tedesco ha stanziato 90 milioni di euro per finanziare l'acquisto di 50.000 droni d'attacco Shrike per le forze armate ucraine, prodotti dal principale produttore ucraino SkyFall e dotati di un software dell'azienda statunitense Auterion, progettato per tracciare e colpire autonomamente bersagli in movimento. Una parte di questi droni, che rappresenta uno dei più grandi acquisti noti di droni per Kiev da parte di un governo occidentale, è già stata consegnata.
Il risveglio strategico europeo
L'intera sequenza parigina, dalla riunione dei Volenterosi alla parata del 14 luglio, è stata pensata per inviare un segnale forte e unitario. Il tema del "risveglio strategico europeo" non è stato solo un titolo, ma un elemento centrale di questa due giorni, che ha visto la partecipazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz e di altri leader europei, a testimonianza di una ritrovata convergenza.
La presenza di Zelensky, che ha incontrato Macron in un bilaterale prima dei lavori, ha sottolineato il sostegno personale e politico della Francia e dei suoi alleati, in un momento in cui il conflitto prosegue senza sosta e la diplomazia internazionale cerca faticosamente una via per una pace duratura.




