Ferrari Elettrica, i segreti del nuovo bolide di Maranello
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Redazione Economia
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“Vendo motori. Aggiungo le macchine perché qualcosa deve pur contenere il motore”: questa celebre affermazione, spesso attribuita a Enzo Ferrari, racchiude l'essenza filosofica di un'azienda che ha sempre posto la meccanica al centro della propria ragion d'essere. Con l'avvento del suo primo veicolo completamente a batteria, la casa di Maranello si trova oggi a dover dimostrare che, anche in assenza di un propulsore a combustione, quell'anima meccanica non solo può sopravvivere ma addirittura prosperare, ridefinendo i canoni della sportività in un'epoca a zero emissioni. La vettura a quattro porte, il cui nome ufficiale non è stato ancora svelato, non rappresenta dunque una mera adesione a un obbligo dettato dal mercato, bensì una nuova e ambiziosa vetta ingegneristica da scalare, un'operazione che, per molti versi, è più coraggiosa di qualsiasi altra intrapresa in passato.
La piattaforma Elettrica e l'architettura a quattro motori
Il cuore di questa rivoluzione silenziosa batte all'interno di una piattaforma, battezzata con il nome essenziale di "Elettrica", la quale adotta sì la configurazione a "skateboard" comune a molti costruttori, ma la declina con una soluzione tecnica che ne esalta il potenziale dinamico. A differenza della maggior parte dei veicoli elettrici, che si affidano a uno o due motori, la Ferrari si avvarrà di quattro unità motrici indipendenti, una per ruota. Questa architettura, che promette di garantire un controllo della trazione e una gestione della coppia di livello superiore, consentirà alla vettura di esprimere un handling estremo e prestazioni che mirano a stabilire un nuovo riferimento nel segmento degli elettrici ad alte prestazioni.
Design e sound: la firma di Jony Ive e l'identità acustica
Alla base di un progetto così complesso non poteva mancare un approccio olistico, che andasse oltre la pura meccanica per abbracciare anche l'estetica e l'esperienza sensoriale. La cura degli interni, si apprende, è stata affidata a Jony Ive, il designer britannico noto per aver plasmato l'aspetto di alcuni tra i prodotti Apple più iconici, il cui contributo è destinato a portare una sensibilità progettuale diversa e un'attenzione maniacale al dettaglio e ai materiali. Parallelamente, uno degli aspetti più delicati, quello del sound, è stato affrontato con un lavoro dedicato per sviluppare una firma acustica distintiva, un'operazione cruciale per un marchio il cui brivido è storicamente legato anche al rombo del motore.
La strategia industriale e le reazioni dei mercati finanziari
Questa vettura si inserisce in un più ampio piano strategico, recentemente illustrato dal presidente John Elkann e dall'amministratore delegato Benedetto Vigna, che prevede il lancio di venti nuovi modelli entro il 2030, spalmati tra alimentazione termica, ibrida ed elettrica. Tuttavia, l'annuncio degli obiettivi finanziari a medio termine, in particolare le previsioni sull'ebitda per il 2030, è stato giudicato con una certa prudenza dagli analisti. Tale percezione ha innescato una significativa correzione del titolo in Borsa, con un calo che ha toccato il quattordici percento, una reazione che alcune voci del settore finanziario hanno definito eccessiva, considerando il percorso di transizione verso valutazioni più tipiche del settore automotive.




