Il fratello di re Carlo III arrestato per abuso d'ufficio: condivideva informazioni riservate con Jeffrey Epstein

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'operazione è scattata alle otto di questa mattina, ora locale, quando diverse auto della polizia in borghese hanno fatto il loro ingresso a Wood Farm, la residenza situata all'interno della tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk, dove Andrew Mountbatten-Windsor – questo il nome all'anagrafe del fratello di re Carlo III – si era trasferito dopo essere stato allontanato da Royal Lodge, la sua storica dimora. Gli agenti della Thames Valley Police, come confermano fonti investigative, hanno proceduto al fermo di un uomo sulla sessantina, poi identificato dai media britannici come l'ex principe Andrea, e nelle prossime ore sono attese perquisizioni in alcuni indirizzi del Berkshire e del Norfolk, operazioni che gli investigatori stanno conducendo per acquisire ulteriore materiale documentale -2-5.

L’accusa, formalizzata al momento per “cattiva condotta in pubblico ufficio”, si inserisce nel più ampio scandalo Epstein e si basa su un fascicolo di email e documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, dai quali emergerebbe che Andrea, nella sua veste di emissario commerciale del governo britannico per l'Asia, avrebbe inoltrato al finanziere pedofilo informazioni riservate a cui aveva accesso durante le missioni ufficiali -6. Tra gli episodi al vaglio degli inquirenti, come rivelano alcune comunicazioni elettroniche del 2010, vi sarebbe la condivisione, a distanza di pochi minuti dal ricevimento, di report dettagliati su un viaggio nel Sud-Est asiatico; un’altra email, inviata alla vigilia di Natale dello stesso anno, conterrebbe invece briefing sensibili riguardanti opportunità di investimento nella ricostruzione della provincia di Helmand, in Afghanistan, documenti che non avrebbero dovuto varcare i confini dell’amministrazione pubblica -6.

Non è la prima volta che il nome di Mountbatten-Windsor si intreccia con quello del defunto finanziere americano, morto suicida nel 2019 in un carcere di New York: nel 2021 Virginia Giuffre, una delle vittime di Epstein, lo aveva accusato di averla costretta ad avere rapporti sessuali in più occasioni, quando lei era ancora minorenne, accuse che portarono a una transazione privata nel 2022 che permise all’allora principe di evitare il processo, e che ora, dopo il suicidio della donna avvenuto lo scorso aprile, tornano a pesare come un macigno sulla sua posizione -2. Il provvedimento restrittivo, giunto nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, rappresenta uno spartiacque nella storia della monarchia britannica, essendo la prima volta che un membro così vicino al trono finisce in custodia cautelare; la polizia, nel confermare l’arresto, ha invitato alla massima cautela nella pubblicazione di dettagli, ricordando che il caso è aperto e che l’uomo, attualmente sotto custodia, potrà essere trattenuto per non più di novantasei ore prima di un eventuale rinvio a giudizio o rilascio -3-5.

La posizione di Buckingham Palace e la reazione del governo

Dalle stanze di Buckingham Palace, filtrate attraverso dichiarazioni ufficiali e retroscena di stampa, arriva una linea di rigida separazione: re Carlo III, informato dell'accaduto solo a operazione ormai conclusa e non prima, come avrebbe voluto il cerimoniale, si è limitato a commentare che "la giustizia deve fare il suo corso", una frase secca che fotografa la distanza presa dal sovrano nei confronti del fratello minore, già spogliato di tutti i titoli reali e della pensione annua -1. I principi del Galles, William e Kate, dal canto loro avrebbero espresso pieno sostegno alla posizione del monarca, allineandosi a quel “profondo preoccupazione” per le vittime di abusi che avevano già manifestato pubblicamente nei giorni precedenti, quando le prime avvisaglie dello scandalo erano rimbalzate sulle colonne dei giornali -1-4. Il primo ministro Keir Starmer, intervistato dalla Bbc, ha voluto ribadire un principio cardine del sistema giudiziario britannico, affermando che "nessuno è al di sopra della legge", e che chiunque sia in possesso di informazioni rilevanti ha il dovere di presentarsi alle autorità competenti, un monito che suona come un avvertimento chiaro a chiunque, all’interno dell’establishment, possa avere incrociato la rete del finanziere americano -1.

Il nodo delle missioni asiatiche e le email compromettenti

Il cuore dell'inchiesta, come ricostruito dai fascicoli statunitensi, batte attorno al ruolo di inviato speciale per il commercio internazionale che Andrea ricoprì per un decennio, a cavallo tra il 2001 e il 2011, un incarico che lo portò in missione ufficiale in Paesi come Vietnam, Hong Kong e Singapore, e durante il quale, stando agli atti, avrebbe consentito a Epstein di organizzare cene e incontri privati in parallelo all’agenda istituzionale -6-7. Le fotografie emerse mostrano l’ex principe a Pechino, in una missione del 2010, mentre partecipa a una cena in compagnia di giovani donne; immagini che, secondo gli inquirenti, sarebbero state inoltrate al finanziere, alimentando il sospetto che dietro quegli spostamenti si celasse un disegno più ampio di raccolta di materiale potenzialmente compromettente, o peggio, che informazioni governative siano state messe a disposizione di un privato cittadino – peraltro già condannato per reati sessuali – per agevolarne gli interessi economici -7. La Thames Valley Police, che ha ereditato il fascicolo dalle autorità americane, sta ora setacciando la corrispondenza elettronica per verificare l’esatta natura dei documenti trafugati e il grado di consapevolezza di Mountbatten-Windsor, tenendo conto che le email in questione sembrano essere state inoltrate a Epstein a pochi minuti dalla loro ricezione, un lasso di tempo che farebbe pensare a un’abitudine consolidata piuttosto che a un episodio isolato -6.

Il contesto giudiziario e le garanzie per l'indagato

Nonostante la spettacolarità mediatica dell’arresto, gli investigatori ricordano che il provvedimento non costituisce una sentenza di colpevolezza, e che l’indagato, assistito dai suoi legali, potrà esercitare il diritto di difesa davanti a un magistrato nelle prossime ore; la polizia ha precisato che non rilascerà ulteriori dichiarazioni in questa fase e non terrà conferenze stampa, al fine di proteggere l’integrità e l’obiettività del lavoro fin qui svolto, e che il nome dell’arrestato non verrà ufficialmente divulgato in ottemperanza alle linee guida nazionali sulla privacy, sebbene la stampa britannica ne abbia già ampiamente dato conto -2-3. Le indagini, coordinate anche con le autorità statunitensi, dovranno ora chiarire se le accuse di abuso d’ufficio si limitano alla condivisione di documenti riservati o se includano anche il secondo filone, quello relativo alla presunta introduzione nel Regno Unito di una donna, fatta arrivare da Epstein, per incontrare l’ex principe, circostanza che Andrea ha sempre negato con fermezza e che rappresenta uno dei capi d’imputazione ancora al vaglio degli inquirenti -1-10.

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