Messi e l'Inghilterra, una sfida mai giocata: "Sarà speciale"
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Redazione Sport
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Lionel Messi si è preso la sua terza semifinale mondiale, un traguardo che nessun altro calciatore argentino aveva mai raggiunto, e lo ha fatto con il sorriso di chi sa di aver scritto un'altra pagina di storia. Dopo aver superato la Svizzera ai tempi supplementari per 3-1, il capitano dell'Albiceleste ha speso parole cariche di significato in vista dell'ostacolo che si presenterà mercoledì ad Atlanta: l'Inghilterra.
Per la prima volta nella sua straordinaria carriera, la Pulce si troverà ad affrontare i Tre Leoni in una partita ufficiale, un'evenienza che non ha mancato di sottolineare con una punta di genuino stupore e consapevolezza dell'importanza del momento. "È una partita speciale", ha dichiarato il numero 10 ai microfoni, "perché è la prima volta che gioco contro una squadra del genere: ho giocato contro tutte tranne l'Inghilterra".
Un'assenza, quella del confronto con gli inglesi, che rende questo incrocio inedito per il fuoriclasse, il quale ha poi aggiunto: "Ed è speciale perché sono una grande squadra, una vera potenza, ed è sempre bello giocare contro squadre come questa".
La lunga notte dei quarti e il peso della storia
Il cammino verso l'ultimo atto della competizione non è stato privo di ostacoli per i campioni del mondo in carica. Contro la Svizzera, l'Argentina ha dovuto sudare fino all'ultimo minuto dei supplementari per avere la meglio. Dopo il vantaggio iniziale firmato da Alexis Mac Allister su assist dello stesso Messi, la nazionale elvetica ha trovato il pari con Dan Ndoye e ha reso la vita difficile alla Seleccion, nonostante l'espulsione di Breel Embolo per simulazione.
Sono servite le prodezze di Julian Alvarez, che al 112' ha sbloccato il risultato con un destro a giro, e il gol in contropiede di Lautaro Martinez al 121' per chiudere i conti e fissare il punteggio sul definitivo 3-1. Dall'altra parte del tabellone, l'Inghilterra ha vissuto una sofferenza simile per avere la meglio sulla Norvegia, con Jude Bellingham protagonista assoluto grazie a una doppietta che ha ribaltato l'iniziale svantaggio e regalato la qualificazione ai suoi.
Questo incrocio di semifinale riaccende una rivalità storica che affonda le radici nei quarti di finale del Mondiale del 1986, quando Diego Armando Maradona firmò due reti entrate nella leggenda: la "Mano de Dios" e il gol del secolo, trascinando poi l'Argentina verso la conquista del titolo. Sarà una partita carica di storia, che arriva a quarant'anni da quell'evento indimenticabile e che si preannuncia come un capitolo potenzialmente epico nella lunga storia del calcio mondiale.
Una sfida tra generazioni e il sogno della finale
Ad Atlanta, il palcoscenico sarà quindi pronto per un confronto che va oltre la semplice partita di calcio. Da un lato, l'Argentina di Messi, che cerca la terza finale mondiale consecutiva per difendere il titolo conquistato in Qatar, e che si affida alla genialità del suo capitano e alla nuova linfa di giocatori come Alvarez e Lautaro Martinez.
Dall'altro, un'Inghilterra che non vince il Mondiale dal 1966 e che ha trovato in Jude Bellingham il suo nuovo faro; il centrocampista del Real Madrid, con le sue sei reti in questo torneo, si è preso sulle spalle la responsabilità di guidare la generazione d'oro inglese alla conquista di un trofeo che manca da troppo tempo.
Per Messi, sarà l'occasione di scrivere un'altra riga della sua leggenda personale, affrontando per la prima volta una nazionale che per lui rappresenta un'avversaria quasi mitologica, ma anche di guidare i suoi ragazzi in una delle partite più sentite della loro carriera.
I precedenti e le stelle in campo
L'attesa per il fischio d'inizio di mercoledì sera è già alle stelle. Argentina e Inghilterra non si affrontavano in un Mondiale dal 2002, quando fu proprio David Beckham, dagli undici metri, a regalare la vittoria agli inglesi nella fase a gironi. Il bilancio dei precedenti è in perfetta parità, con due vittorie per parte, e questo aggiunge ulteriore fascino a una semifinale che si preannuncia equilibrata e spettacolare.
I due grandi centravanti, Harry Kane e il trascinatore norvegese Erling Haaland, sono rimasti a secco nei quarti di finale, a dimostrazione di quanto i gol possano arrivare anche da altre fonti, come la coppia offensiva argentina o il talento cristallino di Bellingham. La partita si giocherà a viso aperto, con due squadre che sanno di avere l'occasione per entrare nella storia, e per un posto nella finalissima di New York il 19 luglio, la posta in palio è altissima.




