Ginevra Elkann presidente della Juventus? La voce viene smentita

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Ginevra Elkann non è destinata, almeno sulla base delle verifiche emerse finora, a diventare presidente della Juventus. Il nome della regista e produttrice aveva cominciato a circolare il 29 settembre come possibile sostituta di Gianluca Ferrero al vertice del club bianconero, attirando rapidamente l'attenzione anche per il legame della famiglia Elkann con la società torinese. L'indiscrezione, però, non ha trovato conferme: Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha spiegato di avere effettuato una verifica direttamente con la società e di avere ricevuto un riscontro negativo. Anche Adnkronos ha successivamente riferito l'assenza di elementi a sostegno di un passaggio di consegne alla presidenza.

Chi è Ginevra Elkann, dalla famiglia Agnelli al cinema

Nata a Londra nel 1979, è la terza figlia di Alain Elkann e Margherita Agnelli e la sorella minore di John e Lapo. È quindi nipote di Gianni e Marella Agnelli, ma il suo percorso professionale si è sviluppato soprattutto lontano dal calcio. Dopo aver vissuto tra Inghilterra, Francia e Brasile, ha studiato comunicazione visiva all'Università Americana di Parigi e ha completato la propria formazione cinematografica alla London Film School. Prima di affermarsi come produttrice e regista ha maturato esperienze sui set internazionali, lavorando anche come assistente alla regia di Bernardo Bertolucci per L'assedio e nel reparto video de Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella.

Il cinema è diventato progressivamente il centro della sua attività. Nel 2009 ha prodotto Frontier Blues, esordio cinematografico del regista iraniano Babak Jalali presentato in concorso al Festival di Locarno, mentre negli anni successivi ha lavorato a produzioni come White Shadow, Cloro, Short Skin e Land. A questa esperienza nella produzione si è affiancata quella nella distribuzione cinematografica con Good Films. Il suo profilo professionale si è così consolidato nell'industria audiovisiva, senza incarichi gestionali nelle società sportive della famiglia.

Da produttrice a regista con Magari e Te l'avevo detto

Il passaggio dietro la macchina da presa è arrivato dopo un percorso iniziato anche con i cortometraggi. Il suo primo lungometraggio da regista è Magari, uscito nel 2019 e presentato come film d'apertura al Festival di Locarno, oltre a essere selezionato al Torino Film Festival. L'opera le ha procurato una candidatura al David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2023 ha poi diretto Te l'avevo detto, proseguendo un'attività che comprende regia, sceneggiatura e produzione e che rappresenta il nucleo principale della sua carriera.

Accanto al lavoro cinematografico c'è anche l'impegno nel settore culturale. Dal 2006 ha ricoperto la presidenza della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, succedendo alla nonna Marella, ed è entrata negli organismi della Fondation Cartier di Parigi. Si tratta di incarichi che spiegano una presenza nell'universo imprenditoriale e culturale della famiglia diversa da quella dei fratelli, con John impegnato direttamente negli asset societari e Lapo protagonista nel corso degli anni di diverse iniziative imprenditoriali.

Perché il suo nome è finito al centro delle voci sulla Juventus

L'indiscrezione sulla presidenza è arrivata in una giornata particolarmente importante sul piano societario. Il consiglio di amministrazione bianconero ha approvato il bilancio al 30 giugno 2026, chiuso con una perdita di 66 milioni di euro, insieme a un aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni. Exor ha previsto un intervento immediato da 60 milioni, mentre la parte restante dell'operazione dovrà seguire l'iter previsto con gli azionisti. In questo contesto le ipotesi su possibili cambiamenti al vertice hanno acquistato rapidamente visibilità, facendo circolare anche il nome della sorella di John.

La posizione di presidente, del resto, non coincide con la gestione del mercato o con le scelte tecniche della squadra. Vaciago, illustrando il risultato delle proprie verifiche, ha ricordato il peso amministrativo, economico e istituzionale dell'incarico ricoperto da Ferrero, sottolineando i rapporti della presidenza con le istituzioni e gli aspetti societari della gestione. Proprio la distanza della regista dall'attività sportiva è stata indicata dal direttore del quotidiano torinese come un elemento poco coerente con l'ipotesi circolata online.

La carriera della cineasta comprende intanto un ulteriore progetto dietro la macchina da presa: nella sua filmografia del 2026 compare Le Rose di Marrakech. Il titolo si aggiunge ai lavori realizzati dopo l'esordio nel lungometraggio e prosegue il percorso professionale costruito nel settore cinematografico internazionale.

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