L’Autorità di bacino corregge il tiro: “invasi in Sicilia al 57% rispetto al 2025”
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Redazione Interno
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Il rischio di una nuova emergenza idrica in Sicilia, paventato da più parti dopo le abbondanti piogge invernali che sembravano non aver riempito gli invasi come ci si sarebbe aspettati, ha trovato una smentita netta e documentata da parte dell’Autorità di bacino della Regione Siciliana. L’ente, che monitora costantemente i volumi accumulati nelle dighe dell’isola, ha diffuso dati aggiornati i quali ridisegnano completamente il quadro: rispetto all’anno precedente, la quantità d’acqua disponibile risulta aumentata del 57%, un incremento che ha spazzato via, almeno per il momento, le interpretazioni più catastrofiste. Va detto, però, che questo dato positivo deriva da una combinazione di fattori, tra i quali non figurano soltanto le precipitazioni record degli ultimi mesi – pure copiose – ma anche una serie di interventi strutturali mirati a migliorare la captazione e a ridurre le perdite lungo le reti di distribuzione, spesso dissestate.
Numeri e interpretazioni: un miliardo di metri cubi potenziali contro i 536 milioni attuali
Nonostante la nota dell’Autorità di bacino abbia ridimensionato l’allarme, il report pubblicato sul sito della Regione e aggiornato al primo marzo offre una lettura più articolata della realtà. La capacità potenziale di accumulo degli invasi siciliani, va ricordato, si aggira intorno a un miliardo di metri cubi d’acqua, una quantità che, se interamente disponibile, coprirebbe da sola l’intero fabbisogno della popolazione isolana. Ebbene, al momento i volumi effettivamente trattenuti ammontano a 536,11 milioni di metri cubi, una cifra che, se messa a confronto con quella dell’anno precedente – epoca in cui la siccità aveva ridotto le riserve a livelli drammatici – rappresenta comunque un recupero considerevole. Qualcuno, però, ha letto questi stessi numeri come il segnale di una crisi tutt’altro che risolta, sottolineando come più della metà dell’invaso teorico resti ancora vuoto.
Il caso della diga Rosamarina: 49 milioni su 100, e le piogge che non bastano
Prendiamo, a titolo esemplificativo, il caso della diga Rosamarina, nel Palermitano: qui l’accumulo raggiunge i 49 milioni di metri cubi a fronte di una capacità complessiva di 100 milioni. Un dato che, di per sé, evidenzia un riempimento inferiore al 50%, nonostante le precipitazioni abbondantissime dell’inverno appena trascorso. E proprio questo tipo di evidenze, riportate senza infingimenti dallo stesso report regionale, aveva alimentato la tesi secondo cui “il malato non è fuori pericolo”, con il rischio concreto che la grande sete degli anni scorsi – quelle immagini di dighe ridotte a distese di fango spaccato e crepe profonde – possa ripresentarsi non appena le piogge cesseranno. L’Autorità di bacino, però, smentisce l’allarme generalizzato proprio alla luce del confronto tendenziale: se nel 2025 gli invasi erano prossimi all’esaurimento, oggi quel +57% rappresenta un cambio di passo oggettivo, frutto anche di una gestione che ha imparato dagli errori passati.
Interventi strutturali e manutenzione: il vero banco di prova
Ciò che i numeri non dicono, ma che gli addetti ai lavori conoscono bene, è il peso degli interventi di manutenzione e delle opere di ottimizzazione realizzate nell’ultimo anno. Perché l’acqua, quando cade, va prima di tutto trattenuta: reti obsolete, perdite nei canali di distribuzione e bacini interrati dai sedimenti hanno storicamente ridotto l’efficacia anche delle piogge più generose. Ebbene, una parte del miglioramento rilevato dall’Autorità di bacina deriva proprio da lavori mirati a ripulire gli invasi e a ripristinare la funzionalità di alcuni sistemi di sollevamento. Senza questi accorgimenti, le abbondanti precipitazioni dei mesi scorsi avrebbero prodotto un effetto assai minore, con buona parte dell’acqua dispersa o riversata a mare. Il dato del +57% rispetto al 2025, insomma, non è soltanto una vittoria della meteorologia ma anche il risultato di scelte amministrative e tecniche che, per la prima volta dopo anni, sembrano procedere nella giusta direzione.




