Cargo colpito da un drone nel Mar Nero: due morti, la nave era diretta a Ravenna
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Redazione Esteri
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Il mercantile Royad Mammadov, unità cargo carica di cereali destinata al mercato italiano, è stato colpito da un drone il 5 ottobre mentre navigava nel Mar Nero, all'interno della Zona Economica Esclusiva della Romania, a circa venti miglia nautiche dalla costa. L'attacco ha provocato la morte di due membri dell'equipaggio, tra cui il comandante, e il semiaffondamento della nave. I mezzi di soccorso sono riusciti a trarre in salvo gli altri 11 marittimi, uno dei quali ferito e trasportato in ospedale a Costanza.
Il carico di mais ucraino atteso al porto di Ravenna
La Royad Mammadov trasportava circa 6mila tonnellate di mais ucraino non Ogm per uso zootecnico, merce molto attesa dai mangimifici ravennati in una fase di carenza del prodotto. La nave, battente bandiera di Saint Kitts e Nevis ma gestita da società turche, aveva lasciato il porto ucraino di Izmail e il suo arrivo al terminal Docks Cereali era previsto per il 12 ottobre. Costruita nel 2006, l'unità era lunga circa 140 metri e aveva una portata lorda di quasi 7mila tonnellate.
A bordo si trovavano 13 marittimi, di nazionalità azerbaigiana e indiana secondo le autorità rumene, mentre il ministro degli Esteri azero ha confermato la morte del comandante Rustam Gasanov e la scomparsa iniziale di un altro cittadino poi ritrovato senza vita.
L'attacco e le operazioni di soccorso
Secondo quanto ricostruito dall'agenzia di soccorso marittimo rumena ARSVOM, la nave ha lanciato un segnale di soccorso alle 10:37 ora locale del 5 ottobre dopo essere stata colpita da esplosioni che hanno innescato un incendio a bordo. Le operazioni di ricerca e salvataggio hanno coinvolto motovedette della guardia costiera, elicotteri militari e la polizia di frontiera. I servizi di monitoraggio Ais hanno registrato un blackout nella trasmissione dei dati coincidente con il momento dell'attacco.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito l'offensiva a due droni russi, mentre le autorità rumene non hanno indicato alcun responsabile con certezza.
L'attacco nella Zona Economica Esclusiva della Romania
Il colpo è stato sferrato a circa nove miglia nautiche dalla piattaforma energetica offshore Pescăruș, all'interno delle acque economiche esclusive di Bucarest. La ministra degli Esteri romena Oana-Silvia Țoiu ha definito l'episodio una flagrante violazione del diritto internazionale, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha condannato l'accaduto sottolineando che la situazione nel Mar Nero è sempre più preoccupante.
La Romania ha chiesto l'istituzione immediata di una moratoria sugli attacchi alle navi mercantili e alle infrastrutture portuali, ricordando che il corridoio cerealicolo del Mar Nero gestisce tra il 20 e il 30 per cento del grano scambiato a livello globale.
La recrudescenza degli attacchi nel Mar Nero
La perdita della Royad Mammadov ha segnato l'inizio di una netta intensificazione delle ostilità nel corridoio navale occidentale. Il giorno successivo, altri due mercantili sono stati colpiti da droni all'interno della Zona Economica Esclusiva della Bulgaria, a circa 70 miglia nautiche a est della città costiera di Biala.
Il cargo Alfa Watan, battente bandiera del Togo, è affondato e le autorità di Sofia hanno interrotto le ricerche dell'equipaggio disperso, mentre una seconda nave con bandiera di Palau ha subito danni e un incendio, con i 18 membri dell'equipaggio tratti in salvo da un traghetto bulgaro. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha definito l'attacco assolutamente inaccettabile e una grave violazione del diritto internazionale, convocando una riunione d'emergenza dei servizi di sicurezza.
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