Free flow al posto dei caselli in Italia: su quali autostrade e come funziona il pedaggio senza barriere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un viaggio in autostrada senza l'ansia della coda al casello, senza la frenata davanti alla sbarra e senza la ricerca affannosa del biglietto o della moneta giusta: questo lo scenario che il sistema di pedaggio Free Flow, o flusso libero, sta disegnando su alcune tratte del Nord Italia, sebbene per il momento la sua estensione sia ancora limitata. Già ampiamente collaudato in Paesi come Francia, Spagna e Portogallo, il sistema a flusso libero si propone di rivoluzionare il concetto stesso di pedaggio, puntando sull'efficienza e la tecnologia per snellire il traffico.

Ci si trova di fronte a una rivoluzione silenziosa che, tuttavia, nasconde insidie non da poco per gli automobilisti, in particolare per quelli meno avvezzi alla digitalizzazione o semplicemente distratti. Se da un lato l'addio alle barriere fisiche rappresenta un indubbio vantaggio in termini di tempo e comfort di guida, dall'altro introduce una nuova responsabilità per il conducente, quella di ricordarsi di saldare il conto in un secondo momento, pena l'arrivo di multe decisamente salate.

Come funziona e dove è già attivo il Free Flow in Italia

Il funzionamento del Free Flow si basa su un'infrastruttura tecnologica di ultima generazione. Al posto dei tradizionali caselli, lungo la carreggiata vengono installati dei portali hi-tech dotati di sensori e telecamere ad alta definizione. Questi dispositivi, una volta che il veicolo vi transita a velocità di crociera, provvedono a leggere la targa, a classificare il mezzo e a registrare il transito, calcolando così in automatico l'importo dovuto in base al percorso effettuato.

Chi è provvisto di un dispositivo di telepedaggio, come Telepass, UnipolMove o MooneyGo, non deve fare assolutamente nulla: il sistema riconosce l'apparato e addebita il costo sul conto associato, esattamente come avverrebbe in un casello tradizionale, ma senza la necessità di fermarsi. Il vero cambiamento, e la fonte principale di potenziali problemi, riguarda invece tutti gli altri automobilisti. Per loro, il pagamento diventa un'azione proattiva che deve essere eseguita entro un termine preciso, pena l'irrogazione di sanzioni che possono rivelarsi molto onerose.

Per quanto riguarda la diffusione geografica del sistema nel nostro Paese, il Free Flow ha mosso i primi passi in alcune tratte situate prevalentemente nel Nord Italia. La pioniera è stata l'Autostrada Pedemontana Lombarda, con le sue tratte A36, la tangenziale di Varese A60 e la tangenziale di Como A59, dove il sistema è attivo sin dal 2015. A queste si è successivamente aggiunta l'Autostrada delle Langhe, la A33 Asti-Cuneo, nel tratto compreso tra Marene e Rocca Schiavino, a partire dal settembre 2024.

La novità più recente riguarda il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, noto come Corda Molle, il cui sistema Free Flow è entrato in funzione ai primi di marzo del 2026. Complessivamente, al momento, i chilometri interessati da questo innovativo sistema di esazione sono meno di 200 su un totale di oltre 6.000 chilometri di rete autostradale a pagamento in Italia.

Nonostante la sua lenta ma progressiva diffusione, il Free Flow rappresenta una chiara indicazione della direzione verso cui si sta muovendo il futuro del pedaggio autostradale nel nostro paese.

Come pagare e cosa succede se ci si dimentica

Il nodo centrale della questione, e ciò che preoccupa maggiormente gli automobilisti occasionali, è la procedura da seguire per il saldo del pedaggio in assenza di un dispositivo di telepedaggio. Una volta transitati sotto i portali, il conducente ha a disposizione un lasso di tempo di 15 giorni per regolarizzare la propria posizione. Entro questo termine, l'importo dovuto è esclusivamente quello relativo al pedaggio, senza alcuna maggiorazione.

Le modalità per pagare sono molteplici e, nella maggior parte dei casi, digitali: si può utilizzare l'app ufficiale del gestore autostradale, la piattaforma web dedicata, attivare il servizio "Conto Targa" che addebita il costo su una carta di credito, o ricorrere a un borsellino elettronico ricaricabile come la "Ricaricabile Pedemontana".

Per chi non è pratico di strumenti digitali, è sempre prevista la possibilità di recarsi fisicamente presso punti convenzionati o Info Point presenti su alcune tratte, sebbene questa opzione sia decisamente meno comoda. L'onere di ricordarsi di effettuare questa operazione, in mancanza di una barriera che possa fare da promemoria fisico, è interamente a carico del conducente.

Se i 15 giorni di tempo trascorrono senza che il pagamento sia stato effettuato, scatta il meccanismo delle sanzioni. Inizialmente, il gestore autostradale, risalendo al proprietario del veicolo tramite la targa, invia un sollecito formale a casa, a cui si aggiungono le spese di accertamento e di recupero crediti. Se anche questo avviso viene ignorato, la situazione si aggrava in modo considerevole.

La pratica viene infatti trasmessa alla Polizia Stradale, trasformandosi in una sanzione amministrativa per violazione dell'articolo 176 del Codice della Strada, che punisce il mancato pagamento del pedaggio. A quel punto, l'automobilista si vede recapitare una multa il cui importo può variare da un minimo di 87 euro a un massimo di 344 euro, ai quali si sommano il pedaggio originario e tutte le spese di notifica.

A completare il quadro delle penalità, la legge prevede anche la decurtazione di 2 punti dalla patente dell'effettivo conducente, a dimostrazione di come la vicenda, nata da un semplice oblio, possa trasformarsi in un problema serio sotto molteplici punti di vista.

L'insidia della dimenticanza e le differenze con Telepass

La natura stessa del sistema Free Flow, studiato per garantire la massima scorrevolezza del traffico e per ridurre le emissioni inquinanti dovute alle frenate e ripartenze, è al contempo il suo punto debole per l'utente occasionale. L'assenza di una sbarra, che con la sua presenza materiale impone una fermata e un'interazione, può indurre in inganno il guidatore, che potrebbe non accorgersi nemmeno di aver percorso una tratta a pedaggio.

Questo può accadere specialmente in autostrade o tangenziali dove i portali non sono immediatamente visibili o la segnaletica, secondo alcune segnalazioni, non è risultata sempre chiara. In questo quadro, i rischi più concreti non sono tanto legati alla volontà di evadere il pedaggio, quanto piuttosto alla semplice distrazione o alla scarsa dimestichezza con le procedure di pagamento digitale.

La trappola è quella di dimenticarsi di saldare il conto, con il risultato di ricevere, a distanza di settimane o mesi, una multa di diverse centinaia di euro per una tratta che magari costava solo pochi euro.

È fondamentale, a questo punto, dissipare un equivoco piuttosto comune: il Free Flow e il Telepass non sono la stessa cosa. Il Free Flow è il sistema di rilevamento del transito e di calcolo del pedaggio, mentre Telepass è uno dei possibili servizi di pagamento. Chi possiede un Telepass o un altro dispositivo di telepedaggio attivo e compatibile passa semplicemente sotto il portale e paga automaticamente, proprio come se fosse un casello.

Per chi non ce l'ha, invece, l'esperienza di guida è identica, ma la gestione del pagamento si sposta dal momento del transito a un momento successivo. Questa differenza sostanziale è spesso fonte di confusione: molti guidatori potrebbero pensare erroneamente che il viaggio sia gratuito ("free") semplicemente perché non si sono fermati a pagare, salvo poi ricevere la spiacevole sorpresa della sanzione.

Il sistema è stato progettato per "fluidificare" il traffico, ma la fluidità del pagamento, in assenza di un dispositivo automatico, diventa una responsabilità esclusiva del guidatore, che deve ricordarsi di compiere un'azione che prima veniva imposta dalla presenza fisica del casello.

L'introduzione del Free Flow in Italia rappresenta senza dubbio un passo verso la modernizzazione della rete autostradale, con evidenti benefici in termini di riduzione delle code e delle emissioni. Tuttavia, la sua efficacia e la sua accettazione da parte del pubblico dipenderanno in larga misura dalla capacità di rendere il sistema di pagamento più immediato e intuitivo, riducendo al minimo i rischi di dimenticanza.

Per gli automobilisti, la lezione da tenere a mente è semplice: il "flusso libero" non è sinonimo di pedaggio gratis, ma solo di un modo diverso di pagarlo, e la mancata attenzione a questa nuova procedura può trasformare un viaggio senza intoppi in un costo inaspettatamente elevato.

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