Autostrade senza caselli, il free flow avanza: come funziona e le multe per chi dimentica il pedaggio
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Redazione Economia
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La sosta al casello, la ricerca spasmodica delle monete o della carta di credito, la frenata per immettersi nella corsia giusta: un rituale destinato a diventare un ricordo, almeno su alcune delle principali tratte autostradali del Nord Italia. Il sistema di pedaggio denominato Free Flow, che letteralmente significa "flusso libero", sta progressivamente sostituendo le tradizionali barriere con portali tecnologici, capaci di identificare i veicoli in transito senza richiedere alcuna decelerazione.
Una rivoluzione che promette di snellire il traffico e ridurre le emissioni, ma che nasconde un'insidia per gli automobilisti meno informati, ovvero una sanzione che può arrivare a 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente per chi dimentica di saldare il conto entro i termini stabiliti.
Cos'è il Free Flow e dove è già attivo
Il principio del Free Flow è tanto semplice quanto innovativo: addio alle sbarre e alle code. Il conducente mantiene la velocità di crociera sotto speciali portali, i quali, grazie a un sistema di telecamere e sensori, leggono automaticamente la targa e rilevano la classe del veicolo. Il sistema centrale, dopo aver registrato il passaggio, ricostruisce il percorso effettuato e calcola l'importo del pedaggio in base alla distanza percorsa, senza che l'automobilista debba compiere alcuna azione in quel momento.
Attualmente, il sistema è già operativo su alcune tratte specifiche: l'Autostrada delle Langhe A33 (Asti-Cuneo), la Pedemontana Lombarda A36, le tangenziali di Como A59 e Varese A60, e il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, noto anche come Corda Molle. Si tratta di poco meno di 200 chilometri su una rete autostradale a pagamento che supera i 6.000, ma la sua estensione è in costante crescita, con la A33 che nel corso del 2026 ha completato l'ultimo lotto tra Alba Ovest e Cherasco.
Le modalità di pagamento: la trappola dei 15 giorni
Chi è provvisto di un dispositivo di telepedaggio come Telepass, UnipolMove o MooneyGo non deve preoccuparsi. Il sistema riconosce l'apparato e il pagamento viene addebitato automaticamente sull'account associato, esattamente come avviene ai caselli tradizionali. Il vero discrimine, e la fonte di potenziali problemi, riguarda gli automobilisti occasionali che non dispongono di questi strumenti.
Per loro, il pagamento si trasforma in un'azione proattiva che deve essere compiuta entro un termine tassativo: 15 giorni dalla data del transito sotto il portale. In questo lasso di tempo, l'utente ha diverse possibilità: può pagare tramite la piattaforma web dedicata al gestore autostradale, utilizzando l'apposita app o registrandosi al sistema "Conto Targa"; in alternativa, può recarsi presso uno dei punti fisici e sportelli convenzionati disseminati sul territorio, come quelli presenti ad Alba, Asti, Castelletto Stura e Cherasco.
I dettagli del transito, che consentono di verificare l'importo esatto, sono in genere visibili sul portale entro 24 ore dal passaggio.
Multe e sanzioni: cosa dice il Codice della Strada
Il mancato rispetto dei termini di pagamento innesca un meccanismo sanzionatorio piuttosto severo. Superati i 15 giorni, il gestore autostradale invia un sollecito a domicilio, maggiorato dalle spese di accertamento e di recupero crediti. Se anche questo sollecito viene ignorato, la situazione si aggrava ulteriormente. La pratica viene trasmessa alla Polizia Stradale e si configura come una violazione amministrativa ai sensi dell'articolo 176 del Codice della Strada.
La sanzione pecuniaria prevista è compresa tra un minimo di 87 e un massimo di 344 euro, a cui si aggiunge inevitabilmente il pagamento del pedaggio originario e tutti gli oneri accessori. Inoltre, è prevista la decurtazione di due punti dalla patente di guida dell'intestatario del veicolo, un ulteriore deterrente che rende le conseguenze di una semplice dimenticanza particolarmente gravose.
Criticità e disservizi: la complessità del sistema
Nonostante i benefici in termini di fluidità del traffico, la diffusione del Free Flow non è esente da critiche e difficoltà operative. La prima, e forse la più evidente, risiede proprio nella mancanza di immediatezza del pagamento, che richiede all'utente un passaggio digitale a posteriori e che rappresenta un ostacolo, specialmente per le fasce meno avvezze alla tecnologia.
Non mancano poi le segnalazioni di disservizi, in particolare sulla A33, dove gli utenti hanno lamentato tempi di attesa lunghi per la validazione del profilo, assistenza al cliente inefficace e la ricezione di multe per pagamenti effettuati regolarmente o per transiti mai avvenuti, a causa di errori nel riconoscimento ottico delle targhe.
La segnaletica, secondo alcuni osservatori, sarebbe insufficiente per informare adeguatamente gli automobilisti dell'ingresso in un tratto a pedagogio libero, lasciando molti alla scoperta del sistema solo al momento della ricezione di un avviso di pagamento o, peggio, di una multa.
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