Big Mama risponde alle polemiche sul suo Corpo "Io sono sempre stata bella"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un video, qualche chilo in meno, e la solita, stanca litania dei commenti che si accende. L’artista campana, apparsa sul suo profilo TikTok mentre canta una nota canzone neomelodica, ha superato il milione e mezzo di visualizzazioni, trovandosi di fronte a una ridda di osservazioni sul suo aspetto fisico. Tra queste, ce ne sono alcune che suonano come un verdetto, un “finalmente” pronunciato con tono di approvazione, quasi che il suo valore estetico fosse stato fino a quel momento in sospeso, in attesa di una conferma. La risposta di Big Mama, perentoria e ironica allo stesso tempo, taglia corto con poche parole, ribadendo un concetto che dovrebbe essere ovvio ma che evidentemente non lo è: la bellezza non è una condizione che si acquisisce raggiungendo una determinata taglia.
Il peso delle parole sui social
La questione, che va ben oltre il singolo episodio, tocca le corde di un dibattito mai sopito sulla percezione dei corpi, specialmente di quelli delle donne, nello spazio pubblico digitale. L’artista, che nel corso della sua carriera ha più volte affrontato il tema della body positivity, si ritrova oggi a dover gestire le conseguenze paradossali di quell’impegno. Se da un lato, infatti, il movimento promuove l’accettazione di ogni forma fisica, dall’altro non può e non deve trasformarsi in una gabbia che nega il naturale, e privato, diritto al cambiamento. Il, come sottolineano molti, non è un monumento statico ma un’entità in evoluzione, e il percorso di ognuno, dettato da motivazioni personali e spesso intime, sfugge a qualsiasi categorizzazione netta. Quel che emerge, scorrendo le reazioni al video, è una certa incapacità di leggere le trasformazioni fisiche al di fuori di schemi binari, dove l’aumento di peso viene automaticamente associato a un abbandono e la perdita a un ritrovato rigore, in una logica che riduce la complessità dell’esistenza a meri canoni estetici.
Oltre le etichette: il diritto di essere se stessi
La replica della cantante, per quanto sintetica, contiene in sé un principio fondamentale: l’autodeterminazione. Affermare “io sono sempre stata bella” significa rivendicare una continuità identitaria che le fluttuazioni del peso non possono scalfire, un’essenza che prescinde dai numeri sulla bilancia. È una presa di posizione che respinge l’idea che il valore di una persona, e di un’artista in particolare, sia legato alla sua aderenza a uno standard momentaneo. Del resto, la sua storia artistica è costellata da una ricerca stilistica e tematica che ha fatto della spontaneità e del carattere i suoi punti di forza, elementi che nulla hanno a che vedere con le dimensioni del suo. La narrazione che spesso l’ha accompagnata, concentrandosi ossessivamente sulla fisicità, rischia di offuscare il lavoro e il talento, creando un rumore di fondo che distoglie l’attenzione dalla musica e dai messaggi veicolati attraverso di essa.
Una questione di rispetto e di sguardi
L’episodio, al di là dei facili entusiasmi o delle critiche velate, invita a una riflessione più ampra sul linguaggio utilizzato nei confronti delle figure pubbliche. La cronaca, anche quella di carattere giudiziario che riguarda fatti di nera, ci insegna quanto sia cruciale un racconto rispettoso dei fatti, che eviti il sensazionalismo e le intrusioni gratuite nella sfera privata. Allo stesso modo, il commento sul di un’artista, pur apparentemente innocuo, sconfina spesso in un territorio personale che non dovrebbe essere oggetto di pubblico scrutinio. La libertà di cambiare, di evolversi, di prendere strade diverse è un diritto inalienabile, e il percorso di Big Mama, come quello di chiunque altro, merita di essere osservato senza il filtro riduttivo dei chili persi o guadagnati, ma con lo sguardo rivolto alla persona nella sua interezza. La sua risposta, in fondo, non è che un richiamo a questa elementare forma di rispetto.




