Fiorello ‘imbarazza’ Signorini a La Pennicanza: “Ecco perché mi chiese scusa”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è angolo del mondo dello spettacolo che Fiorello, nel suo one-man-show quotidiano su Rai Radio2, lasci inesplorato, e la puntata de “La Pennicanza” andata in onda recentemente non ha fatto eccezione, rispolverando un retroscena che vede come protagonista Alfonso Signorini. Lo showman siciliano, con quella sua capacità di mescolare satira, musica e cronaca leggera, ha infatti rievocato un episodio imbarazzante che avrebbe coinvolto il direttore di “Chi”, svelando il retroscena di quelle scuse che l’ormai ex conduttore del “Grande Fratello” si sarebbe trovato costretto a porgergli. Un aneddoto, il suo, che getta luce sui rapporti talvolta intricati che legano i personaggi del jet set, quelle dinamiche fatte di messaggi, screenshot e presunte rivelazioni che tanto appassionano il pubblico.

Il racconto di Fiorello, come sua abitudine, non si è limitato alla nuda cronaca, ma si è arricchito di sfumature e di quella ironia tagliente che lo contraddistingue, riportando alla mente dei radioascoltatori un passaggio della vicenda che aveva già tenuto banco nelle scorse settimane. Era già accaduto, del resto, che il caso Signorini approdasse negli studi di Via Asiago, quando lo stesso Fiorello, pur manifestando inizialmente una certa ritrosia a entrare nel merito di faccende tanto delicate, aveva poi telefonato in diretta a Fabrizio Corona. E fu proprio in quell’occasione, lo si ricorderà, che l’ex agente fotografico, reduce dalle sue consuete provocazioni, lanciò l’allarme su nuovi sviluppi, affermando che la storia era ben lungi dall’essere archiviata. In questo clima di continui rimpalli di indiscrezioni, la nuova uscita di Fiorello ha riacceso i riflettori su una vicenda che sembra non voler spegnersi, confermando come il mondo dei vip sia un terreno minato di relazioni complesse.

L’omaggio a Lucio Dalla e le incursioni nella politica e nello sport

La puntata, come di consueto, si era aperta con un momento di autentica musica, un tributo sentito a Lucio Dalla, di cui ricorreva il compleanno. Fiorello, interpretando con trasporto le note di “4 marzo 1943”, aveva voluto ricordare non solo l’artista ma anche l’uomo, condividendo con il pubblico il ricordo di momenti privati trascorsi insieme a lui, fatti di risate e di duetti improvvisati. Un omaggio, il suo, che ha fatto da contrappunto alla satira politica, con una battuta sull’ex segretario del PCI Achille Occhetto e sulla nascita del Partito Democratico, e a quella sportiva, con una cronaca esilarante della partita di calcio tra Como e Inter, descritta come talmente noiosa da indurre il suo televisore a cambiare da solo canale su documentari di scimmie. Il registro cambiava poi nuovamente, passando alla farsa con la consueta videochiamata del finto Pier Silvio Berlusconi, il quale, in un surreale messaggio, prometteva una controprogrammazione spietata contro il Festival di Sanremo condotto da Stefano De Martino, fatta di repliche di programmi cult come “Bim Bum Bam” e “La signora in giallo”. Tra una risata e l’altra, però, il ricordo del retroscena con Signorini è riemerso, a testimonianza di come la cronaca rosa sia ormai un ingrediente fisso della dieta mediatica contemporanea.

Il retroscena tra battute e verità scomode

Il meccanismo narrativo di Fiorello, si sa, è spesso quello di partire da un fatto vero per poi dilatarlo fino all’assurdo, ma senza mai perdere di vista il nocciolo della questione. Nel caso dell’aneddoto su Signorini, lo showman ha lasciato intendere che le scuse ricevute fossero legate a qualche precedente uscita o situazione imbarazzante, probabilmente originata da quelle stesse dinamiche di chat e messaggi privati che tanto spazio hanno avuto nelle cronache recenti. Lui, che nel suo programma non fa sconti a nessuno, aveva già avuto modo di commentare l’ondata di pettegolezzi, dicendosi non disposto a fare l’ipocrita di fronte a foto e messaggi che, sebbene censurati, lasciavano intendere chiaramente il loro contenuto. Un atteggiamento, il suo, che rivendica il diritto di cronaca e di commento, anche quando gli argomenti sono scivolosi, perché, come lui stesso ha sottolineato, “un giorno tocca a te e un giorno tocca a me” in questo mondo dove nessuno viene graziato quando inciampa.

Lo showman, inoltre, ha approfittato della trasmissione per lanciarsi in altre considerazioni sul mondo della televisione, come quella, scherzosa ma non troppo, riguardante il futuro del Festival di Sanremo. In una conversazione con il direttore generale della Rai Roberto Sergio, infatti, Fiorello ha ironizzato sul dopo De Martino, proponendo candidati improbabili come Liorni, capace di annunciare i cantanti con i codici di sicurezza, salvo poi sentirsi rispondere che il futuro dell’azienda sarebbe stato, invece, proprio il suo fedele compagno di avventure, Fabrizio Biggio. Uno scambio di battute che, pur nella cornice della commedia, fotografa l’eterno movimento e le strategie che si celano dietro i palinsesti televisivi, mentre sullo sfondo rimane l’eco di quel retroscena, quel motivo per cui Signorini si sarebbe trovato nella necessità di chiedere scusa a Fiorello, un episodio che aggiunge un altro tassello al mosaico complesso dei rapporti di potere e di amicizia nel panorama dello spettacolo italiano.

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