Roma, arrestato 40enne: minorenni adescate sui social con soldi
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Redazione Interno
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Un uomo di circa 40 anni è stato arrestato a Roma con l'accusa di aver adescato ragazze minorenni attraverso social network e applicazioni di messaggistica, proponendo in alcuni casi denaro in cambio di incontri sessuali o di immagini e video dal contenuto esplicito. I Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica. L'indagato è gravemente indiziato di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pedopornografico, con l'aggravante contestata per fatti ai danni di minori di 16 anni.
L'indagine partita dal telefono di una ragazza di 14 anni
Gli accertamenti hanno preso avvio nell'ottobre 2024, quando i genitori di una ragazza non ancora quindicenne, preoccupati per il comportamento della figlia, hanno controllato il suo telefono cellulare. Sul dispositivo hanno trovato fotografie che ritraevano la giovane in atteggiamenti sessualmente espliciti e hanno quindi presentato una denuncia alla Procura. Gli investigatori del Nucleo Investigativo di via In Selci hanno esaminato il telefono, individuando conversazioni ritenute di interesse investigativo su Telegram, WhatsApp e Signal. Nelle chat compariva un interlocutore che utilizzava la denominazione “Sugar Daddy”, elemento dal quale sono partiti ulteriori approfondimenti.
Le verifiche sul soggetto hanno portato gli investigatori a raccogliere gravi elementi indiziari anche in relazione ai contatti con altre giovani. Secondo la ricostruzione investigativa, le conversazioni avvenivano attraverso diversi servizi di messaggistica e applicazioni social. L'attività non si è limitata al primo cellulare esaminato: nel corso dell'inchiesta sono state effettuate otto perquisizioni, alcune nei confronti di altri indagati rimasti in stato di libertà e altre riguardanti le ragazze coinvolte. Sono state così individuate diverse persone offese, pressoché tutte italiane.
Gli incontri e le richieste di foto e video a contenuto sessuale
L'analisi dei dispositivi elettronici sequestrati e le audizioni delle vittime, svolte anche con modalità protette, hanno consentito di ricostruire un arco temporale molto ampio. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti tra il 2015 e il 2025. In base agli elementi raccolti, l'uomo avrebbe contattato le ragazze direttamente sui social oppure attraverso il passaparola, cercando inizialmente di conquistarne la fiducia. In alcuni casi sarebbe entrato in gioco anche un compenso economico, utilizzato nell'ambito dei rapporti instaurati con le giovani.
Dopo il primo contatto, secondo l'ipotesi accusatoria, alle minorenni venivano proposti incontri a scopo sessuale oppure, in alternativa, veniva chiesto di realizzare autonomamente e inviare fotografie o filmati sessualmente espliciti. Proprio questa duplice modalità è uno degli aspetti centrali degli accertamenti, perché collega i rapporti personali alle comunicazioni digitali e al materiale successivamente trovato sui dispositivi sottoposti a esame. Le verifiche hanno riguardato sia le conversazioni sia i contenuti elettronici acquisiti durante le perquisizioni, permettendo agli investigatori di mettere in relazione più contatti emersi nel corso dell'inchiesta.
Otto perquisizioni e altri indagati nell'inchiesta
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e coinvolge anche altre persone sottoposte ad accertamenti senza misura cautelare in carcere. Le perquisizioni hanno interessato infatti non soltanto il principale indagato, ma anche ulteriori soggetti e alcune delle giovani individuate durante l'attività investigativa. Il provvedimento eseguito il 2 ottobre 2026 ha natura cautelare: le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e, secondo il principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità penale potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile.
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