Un'aurora boreale, insolita compagna, illumina i cieli d'Italia

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La notte tra l'11 e il 12 novembre ha riservato un evento celeste di rara intensità, che ha valicato i confini delle latitudini polari per tessere la sua tela luminosa sopra diverse regioni italiane. Una tempesta geomagnetica di classe G4, tra le più potenti dell'anno, ha scatenato uno spettacolo di luci, le cui tonalità di rosso, viola e fucsia hanno accarezzato l'orizzonte dalla catena alpina fino alle coste sarde. Lo straordinario fenomeno, che di solito ammalia gli osservatori del nord Europa, ha dunque trovato una cornice inedita nei nostri cieli, offrendosi non solo agli obbiettivi degli astrofili ma anche allo sguardo meravigliato di chi, per caso, si è trovato al posto giusto nel momento giusto.

Il meccanismo di una "tempesta cannibale"

All'origine dell'episodio vi è ciò che gli esperti definiscono una "CME cannibale", un evento particolarmente vigoroso che si verifica quando due o più espulsioni di massa coronale, ovvero enormi nubi di plasma caricate magneticamente e lanciate dal Sole, raggiungono il campo magnetico terrestre in rapida successione, quasi fondendosi in un unico impatto. Questa sovrapposizione, che amplifica notevolmente l'effetto del vento solare, è stata la causa primaria dell'estensione insolitamente meridionale del fenomeno aurorale, il quale, non a caso, è stato avvistato con grande chiarezza anche in stati americani come la Florida e l'Alabama.

Le immagini dalle vette e dagli Appennini

In Piemonte e in Valle d'Aosta, le webcam posizionate lungo il tracciato della Skyway Monte Bianco e nelle aree della Cervino Ski Paradise hanno catturato sequenze memorabili, con il cielo notturno trasformato in un palcoscenico di luci magnetiche e vibranti. Ma la sorpresa più significativa, forse, è giunta dal Centro Italia, dove le vette degli Appennini in provincia di Rieti si sono illuminate di riflessi rosa e rossastri. Da Granara, una frazione del comune di Pescorocchiano situata a quasi ottocento metri di altitudine, sono arrivate le prime fotografie che ritraevano le delicate sfumature dell'aurora, visibili persino a occhio nudo, stagliarsi contro il profilo familiare dei monti.

Uno spettacolo destinato a ripetersi?

L'eccezionalità dell'evento, che si colloca tra i più intensi registrati negli ultimi anni, ha naturalmente alimentato l'interesse sulla possibilità di un suo ripetersi nelle notti immediatamente successive. La potenza della tempesta geomagnetica in corso, infatti, ha lasciato aperta la concreta eventualità che lo spettacolo potesse replicarsi, mantenendo alta l'attenzione di tutti coloro che, per una notte, hanno potuto assistere a un frammento di Artico sopra le proprie case. La dinamicità dell'attività solare, del resto, non permette previsioni certe, ma lascia spazio al fascino dell'imprevedibile, un elemento che da sempre accompagna l'osservazione del cielo.

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