Schiavi di Abruzzo sepolta dalla neve, il sindaco Piluso attiva il Coc mentre l’allerta rossa paralizza la regione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oltre un metro di neve si è accumulato a Schiavi di Abruzzo e l’intensità delle precipitazioni, in queste ultime ore, non accenna a diminuire. A raccontare il momento che sta vivendo l’entroterra è un episodio emblematico di prossimità istituzionale, quasi surreale nella sua semplicità: l’incontro fortuito tra un cittadino e il primo cittadino, il sindaco Piluso. Alla domanda “Sindaco, dove vai?”, la risposta è secca e operativa: “In Comune, devo attivare il Coc”. Il Centro Operativo Comunale, va ricordato, rappresenta la struttura locale di protezione civile che il sindaco può istituire per coordinare le emergenze, fungendo da cerniera tra il territorio e i livelli decisionali superiori.

Mentre l’alta quota dell’Abruzzo interno viene imbiancata da una coltre che ha già superato abbondantemente i cento centimetri, la Protezione Civile regionale ha dovuto innalzare il livello di criticità al massimo. È infatti allerta rossa per la giornata di oggi, primo aprile, con la validità dello stato di emergenza meteorologica che si estenderà fino alla mezzanotte di domani, giovedì 2 aprile. L’allerta, diramata per neve e ghiaccio, fotografa una situazione in cui le infrastrutture stradali cominciano a cedere sotto il peso degli elementi.

Le difficoltà legate alla viabilità si manifestano in particolare lungo la strada statale 614 “della Maielletta”. L’Anas, che gestisce il tratto, ha disposto la chiusura temporanea in entrambe le direzioni tra il chilometro 10,600 e il 19,100 nel territorio di Serramonacesca. Un’interruzione che isola ulteriormente le aree montane, rendendo complesso non solo il transito dei privati ma anche l’eventuale movimento dei mezzi di soccorso e spazzaneve.

Agricoltura in ginocchio, la Cia lancia l’allarme per i danni irreversibili nelle campagne del Chietino

Se nei centri montani il problema immediato è rappresentato dall’accessibilità e dalla sicurezza, nelle vallate e lungo la fascia collinare del Chietino il maltempo sta assumendo i contorni di una catastrofe economica per il settore primario. La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) di Chieti-Pescara ha parlato apertamente di “rischio collasso” per il comparto. Piogge incessanti, un termometro sceso ben al di sotto delle medie stagionali e gelate improvvise stanno compromettendo irrimediabilmente le colture. I terreni, ormai saturi d’acqua, presentano campi completamente allagati, con frutteti di pesco, albicocco e ciliegio – oltre agli ortaggi primaverili – che rischiano di vedere azzerata la produzione annuale.

La situazione sul territorio, aggravata dalle grandinate dei giorni scorsi, evidenzia una fragilità strutturale resa evidente anche dal cedimento degli argini: il fiume Treste, in diversi punti, ha rotto gli argini causando allagamenti diffusi che si aggiungono alla già difficile gestione delle acque. La CIA ha già avviato la raccolta delle testimonianze per procedere alla conta dei danni, un passaggio fondamentale per quantificare le perdite che, secondo le prime stime informali, rischiano di essere devastanti per le aziende locali.

Webcam e paesaggi da “bufera”, l’Appennino centrale sotto scacco per altri due giorni

L’eccezionalità dell’evento meteorologico di questo primo aprile 2026 è restituita anche dalle immagini che arrivano dai crinali appenninici. Località come Pescocostanzo, in provincia dell’Aquila a circa 1400 metri di quota, sono state investite da una vera e propria bufera nevosa. Le webcam in diretta mostrano un paesaggio che ricorda più il cuore dell’inverno che la primavera inoltrata, con la neve che si abbatte violenta e riduce drasticamente la visibilità.

Le previsioni indicano che questa fase di maltempo eccezionale non si esaurirà in poche ore. Le correnti fredde continueranno ad alimentare il sistema perturbato, garantendo nevicate copiose per almeno altri due giorni. L’Appennino centrale è destinato a ricevere accumuli ulteriori, con quantitativi che potrebbero superare il metro anche in altri comuni oltre a Schiavi di Abruzzo, trasformando la viabilità ordinaria in un’impresa e costringendo le amministrazioni a tenere altissima la guardia.

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