TikTok multata per 530 milioni: dati europei finiti in Cina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Commissione irlandese per la protezione dei dati (Dpc), autorità di riferimento per il regolamento Ue sulla privacy (Gdpr), ha inflitto a TikTok una sanzione da 530 milioni di euro per aver trasferito illegalmente in Cina i dati personali degli utenti europei. L’indagine, avviata nel 2021 e conclusa il primo maggio, ha accertato che la piattaforma, di proprietà dell’azienda cinese ByteDance, non ha rispettato le norme che impongono garanzie equivalenti a quelle vigenti nell’Unione quando i dati vengono spostati fuori dai suoi confini.

Secondo il Dpc, TikTok avrebbe consentito l’accesso alle informazioni degli iscritti – tra cui preferenze, comportamenti e interazioni – a soggetti situati in Cina, senza adottare le misure necessarie a prevenire abusi. "Il trasferimento sistematico verso un paese terzo, privo di adeguate tutele, costituisce una violazione grave", si legge nella decisione, che impone alla società di adeguarsi entro sei mesi, altrimenti sarà bloccato ogni flusso di dati verso Pechino.

Non è la prima volta che il social, accusato più volte di essere strumentale agli interessi del governo cinese, finisce nel mirino delle autorità europee. Già nel 2021 il Garante privacy italiano aveva temporaneamente limitato l’accesso agli utenti minorenni dopo il ritrovamento di profili falsi e contenuti inappropriati. Oltre alle sanzioni, però, questa volta è la natura stessa del modello di business di TikTok a essere messa in discussione: se da un lato la piattaforma nega ogni collegamento con le autorità di Pechino, dall’altro le inchieste giornalistiche hanno più volte evidenziato legami tra ByteDance e il Partito comunista cinese.

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