Tragedia alla cava Rie Lunghe: operaio muore schiacciato da un masso durante i lavori di messa in sicurezza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un pomeriggio di lavoro come tanti si è trasformato in una tragedia, consumatasi nel giro di pochi, terribili istanti. Attilio Cipriani, capocava di 52 anni, dipendente da 15 anni della Micromarmo Granulati, ha perso la vita nel pomeriggio di venerdì 26 giugno all'interno della cava Rie Lunghe, in via Sengie a Grezzana, nel Veronese. L'incidente si è verificato poco dopo le 16.30, quando ormai il turno di lavoro stava per concludersi e l'uomo stava eseguendo le operazioni di messa in sicurezza della volta, una procedura ordinaria che prevede la chiodatura della parete rocciosa.

Un pezzo di sasso si è improvvisamente staccato dalla parete, precipitando addosso all'operaio e uccidendolo sul colpo; inutili i tentativi di rianimazione del personale del Suem 118, giunto sul posto con l'elicottero di Verona Emergenza e un'ambulanza.

La dinamica dell'incidente e i soccorsi

A ricostruire i momenti precedenti la tragedia è stato il sindaco di Grezzana, Arturo Alberti, che è anche presidente della Micromarmo Granulati, l'azienda che gestisce la cava. Secondo quanto riferito, il figlio della vittima, che lavora insieme al padre nello stesso sito estrattivo, lo aveva visto solo dieci minuti prima dell'incidente; i macchinari erano già stati spenti e il turno di lavoro si stava concludendo. Poco dopo, al ritorno, il figlio ha trovato il padre a terra, privo di sensi, e ha immediatamente dato l'allarme.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 con l'elicottero e un'ambulanza, ma per l'operaio non c'era più nulla da fare; i medici hanno potuto solo constatarne il decesso. Oltre ai soccorsi sanitari, sono accorsi anche i vigili del fuoco, i carabinieri e gli ispettori dello Spisal dell'Ulss 9 Scaligera, che ora hanno il compito di chiarire l'esatta dinamica dell'incidente e di accertare eventuali responsabilità.

La vittima: un professionista stimato e amato

Attilio Cipriani, residente nella frazione di Giare a Sant'Anna d'Alfaedo, aveva compiuto 52 anni all'inizio di giugno ed era un dipendente storico della Micromarmo Granulati, dove lavorava come capocava specializzato da 15 anni. La sua era una figura di grande esperienza e professionalità, un punto di riferimento per l'intera azienda; le sue mansioni includevano compiti complessi e delicati, come la gestione dell'attività di detonazione e la collaborazione con i geologi per la sicurezza del sito estrattivo.

Il sindaco Alberti, visibilmente scosso dall'accaduto, lo ha descritto come una persona gioviale e sempre sorridente, «la gioia del cantiere», un amico con cui spesso usciva a cena e che amava la vita, la famiglia e il proprio lavoro. Lascia la moglie e due figli, entrambi impiegati nella stessa azienda e che hanno vissuto l'indicibile dolore di trovarsi sulla scena della tragedia.

Le indagini e il contesto della cava Rie Lunghe

Sull'incidente sono in corso accertamenti da parte degli ispettori dello Spisal e dei carabinieri, che dovranno stabilire con esattezza le cause che hanno portato al distacco del masso dalla volta della cava. Secondo le prime informazioni, la vittima indossava tutti i dispositivi di sicurezza previsti, come il caschetto e le scarpe antinfortunistiche, e la causa dell'infortunio non sembra essere riconducibile a un malore, vista la temperatura costante di circa 15-16 gradi all'interno della cava.

La cava Rie Lunghe, gestita dalla Micromarmo Granulati, un'azienda con oltre 40 anni di esperienza nel settore del carbonato di calcio e dei granulati di marmo, è al centro dell'attenzione delle autorità. La tragedia si inserisce purtroppo in un contesto di cronaca nera che vede ancora una volta il lavoro come teatro di una morte evitabile, riportando l'attenzione sulle condizioni di sicurezza nei siti estrattivi.

Il sindaco Alberti, che è anche il titolare dell'azienda, ha espresso il proprio cordoglio e si è stretto attorno alla famiglia della vittima, mentre la salma è stata affidata ai familiari.

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