Emirates rinnova la fiducia in Boeing con un ordine da 38 miliardi per 65 777-9

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Al Dubai Airshow, che inaugura la sua edizione con i riflettori puntati sulle capacità di spesa dei vettori del Golfo, si è consumato, come da copione, un colpo da novanta. Emirates, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha infatti siglato un ulteriore, mastodontico, ordine per 65 aeromobili Boeing 777-9, un'affermazione di fiducia che vale, stando ai prezzi di listino, la cifra monstre di 38 miliardi di dollari. Questo accordo, il cui annuncio ha di fatto dominato la prima giornata della manifestazione aeronautica, non fa che rinsaldare un sodalizio commerciale di lunga data, spingendo il costruttore americano dopo una fase di assestamento in altri mercati.

Un portafoglio ordini che si allarga

Con questo nuovo impegno, che si va a sommare a precedenti intese, il portafoglio ordini totale di Emirates con Boeing si espande fino a toccare la quota di 315 velivoli widebody. Di questi, ben 270 sono rappresentati dal modello 777X, una cifra che di per sé delinea le proporzioni di una partnership strategica. A completare il quadro, contribuendo a diversificare la flotta, vi sono anche 10 aeroplani cargo della famiglia 777 e 35 B787, i quali, sebbene in numero inferiore, ricoprono un ruolo altrettanto cruciale nelle rotte a medio raggio.

L'indotto per i motori GE Aerospace

L'onda lunga di un investimento di tale portata, come spesso accade, travalica i confini del solo assemblatore finale per coinvolgere l'indotto. I 777-9, i quali rappresentano l'ultima evoluzione tecnologica nel campo dei bimotori a lungo raggio, saranno infatti equipaggiati con i propulsori GE 9X di GE Aerospace. L'azienda motocostruttrice, in virtù di questo accordo, ha visto a sua volta consolidare il proprio libro commesse con un incremento di 130 unità, portando il totale degli ordini a 540 motori. È un effetto domino che, partendo dalla scelta del vettore, finisce per alimentare l'intera filiera produttiva.

Il significato geopolitico dell'operazione

Oltre alle pure cifre, che da sole basterebbero a giustificare i titoli dei giornali, l'annuncio assume un rilievo che va ben al di là del semplice aggiornamento commerciale. In un periodo storico dove le alleanze industriali sono scrutinate per le loro implicazioni strategiche, questo rinnovato impegno tra un colosso del trasporto aereo mediorientale e un pilastro dell'industria americana – con il presidente Trump alla Casa Bianca – invia un messaggio preciso sulla stabilità di certi legami. Emirates, con questa mossa, non fa che ribadire la sua vocazione di operatore globale, la cui crescita è intrinsecamente legata alla capacità di muovere passeggeri attraverso i continenti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.