Emirates chiude l’anno con utile a 5,6 miliardi, nonostante i cieli del Golfo ancora off limits

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Gruppo Emirates, si legge nel Report Annuale 2025-26 appena depositato, ha archiviato l’esercizio finanziario – chiuso lo scorso 31 marzo – con un utile ante imposte che tocca quota 24,4 miliardi di dirham, l’equivalente di circa 5,6 miliardi di euro. Una cifra, questa, che segna un incremento del 7% rispetto ai già solidi risultati dell’anno precedente, consolidando un trend positivo che ormai si ripete per il quinto anno consecutivo. E non è un dettaglio da poco, considerando il contesto: l’ultimo dodicesimo mese dell’esercizio si è rivelato infatti particolarmente complesso, zavorrato da criticità operative non indifferenti, prima fra tutte la chiusura prolungata di vaste porzioni di spazio aereo sui cieli del Golfo Persico in seguito allo scoppio del conflitto in Iran.

Ricavi e liquidità: numeri da primato mondiale

I ricavi del gruppo – che non si limita al trasporto aereo ma controlla anche divisioni dedicate al catering e ai servizi di terra – hanno per la prima volta varcato la soglia dei 150,5 miliardi di dirham (34,6 miliardi di euro), mettendo a segno un +3% su base annua. Ancora più significativa, forse, la crescita della liquidità: 59,6 miliardi di dirham (13,7 miliardi di euro) con un balzo del 12%. Cifre che, stando alla nota diffusa dalla società, confermano Emirates come la compagnia aerea più redditizia al mondo nel periodo di riferimento 2025. Un primato, il suo, costruito su una gestione che non si è lasciata paralizzare dalle turbolenze geopolitiche.

«Superiamo le difficoltà»: la strategia di chi non si ferma

«Al momento, le attività militari tra Stati Uniti, Israele e Iran sono sospese. Auspichiamo che le ostilità possano risolversi rapidamente e che il mercato torni a una situazione di stabilità. Nel frattempo, però, non stiamo fermi». A parlare è sua altezza lo sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente e ceo del gruppo, che ha presentato ieri i dati. Una dichiarazione che, al di là della formula prudenziale, racconta una strategia chiara: investire e crescere anche mentre intorno tutto si blocca, sfruttando quei margini di manovra che altri, probabilmente, si sarebbero lasciati sfuggire. E i risultati gli danno ragione, visto che si tratta del quarto anno consecutivo con profitti record.

Bonus da venti settimane e nessun segno di cedimento

La redditività record ha avuto un riverbero diretto anche sui dipendenti del gruppo, che si sono visti riconoscere un bonus pari a venti settimane di stipendio. Una cifra, va detto, di poco inferiore a quella erogata l’anno passato – un accenno, forse, alle consequenze economiche del conflitto nel Golfo Persico – ma che resta comunque fuori scala rispetto agli standard del settore. Nessun cedimento, insomma, né sul piano operativo né su quello finanziario. E mentre i cieli tra Stati Uniti, Israele e Iran restano sospesi in una tregua armata ancora tutta da verificare, Emirates continua a macinare utili, confermandosi una macchina da guerra silenziosa ma implacabile.

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