Morta a Verona la madre di Gino Cecchettin
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Redazione Interno
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Carla Gatto, madre di Gino Cecchettin e nonna paterna di Giulia, la giovane uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta l’11 novembre 2023, è morta ieri a Verona all’età di 76 anni. Un malore improvviso, che ha portato a un aggravamento delle sue condizioni di salute, ha stroncato la donna, già provata dal dolore per la perdita della nipote. La sua scomparsa rappresenta un ulteriore colpo per una famiglia che, negli ultimi mesi, è diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.
Carla Gatto, che aveva affrontato con forza e dignità il processo contro Turetta – condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia – era riuscita a trasformare il suo dolore in un messaggio di speranza e sostegno per tutte le donne vittime di violenza. Durante le udienze, non aveva mai perso la compostezza, diventando per molti un esempio di coraggio e resilienza. «Noi abbiamo il nostro dolore, e ce lo portiamo fino alla tomba», aveva dichiarato all’esterno del tribunale di Venezia, dopo la sentenza che aveva chiuso, almeno sul piano giudiziario, una delle pagine più drammatiche della sua vita.
La donna, originaria di Rovigo, era conosciuta non solo per il suo ruolo di nonna e madre, ma anche per il suo impegno culturale. Pittrice, poetessa e scrittrice, aveva dedicato a Giulia il suo ultimo libro, “Con lo zaino in spalla e…”, un’opera che racchiudeva il suo affetto e il ricordo di una nipote con cui aveva un rapporto speciale. Proprio questa vicinanza emotiva aveva reso ancora più straziante la perdita della giovane, il cui caso aveva scosso l’opinione pubblica italiana, riaccendendo il dibattito sul femminicidio e sulla violenza di genere.
La morte di Carla Gatto arriva in un momento già segnato dal lutto. Dopo la scomparsa della moglie e della figlia, Gino Cecchettin si trova ora a dover affrontare un altro dolore, quello della perdita della madre. Un dolore che si aggiunge a una ferita ancora aperta, quella lasciata dalla tragica fine di Giulia, il cui ricordo continua a vivere attraverso le iniziative e le parole di chi, come Carla, ha scelto di trasformare la sofferenza in un impegno concreto.




