Vittorio Sgarbi, la madre di Evelina lancia l'allarme: "Sta male, è uno spettro"
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Redazione Interno
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Un grido d’allarme, composto e al tempo stesso carico di angoscia, squarcia il silenzio che sembrava essersi calato sulla travagliata vicenda personale di Vittorio Sgarbi. A romperlo è Barbara Hary, che del critico d’arte è stata la compagna e con la quale ha avuto la figlia Evelina, la quale, in un colloquio con La Stampa, dipinge un quadro preoccupante e desolante delle condizioni dell’uomo. Le sue parole, riportate da Today.it, non lasciano spazio a fraintendimenti e si pongono in netta contrapposizione con quanto emerso nelle scorse settimane, quando alcune immagini avevano fatto pensare a un miglioramento. Hary, la cui testimonianza assume il peso di chi ha condiviso un percorso di vita, smentisce con forza quelle apparenze, descrivendo una realtà ben diversa e drammatica.
L'appello accorato di Barbara Hary
«Sta male, sta molto male. Non è vero che sta guarendo. Bisogna far subito qualcosa per salvarlo»: è questo il cuore del messaggio lanciato da Barbara Hary, che non usa giri di parole per esprimere la sua profonda preoccupazione. La donna, la cui figlia Evelina è al centro della battaglia legale per ottenere un amministratore di sostegno per il padre, racconta di un Sgarbi irriconoscibile, lontano dall’uomo vitale e pubblico che tutti hanno conosciuto. «Non è più l’uomo che conoscevo», afferma, suggerendo una trasformazione radicale e dolorosa, la cui gravità viene accentuata da un isolamento che, a suo dire, caratterizza la vita dell’uomo a Roma. Quelle fotografie che avevano fatto pensare a una ripresa, secondo Hary, non sarebbero dunque rappresentative di un reale progresso, ma anzi nasconderebbero un peggioramento che richiederebbe un intervento immediato.
Un quadro di sofferenza e isolamento
La Descrizione che emerge dalle parole di Barbara Hary è cruda e toccante, un ritratto che va ben al di là delle semplici indiscrezioni per configurarsi come una testimonianza diretta. Definendo Sgarbi «uno spettro» e parlando di uno «stato pietoso», la donna tratteggia l’immagine di una persona in profonda difficoltà, la cui fragilità umana emerge con forza nonostante la sua storica presenza sulla scena pubblica. L’accento viene posto, in particolare, su questa condizione di solitudine, che appare come un elemento centrale del suo malessere attuale. L’incontro avvenuto a Ferrara tra il critico d’arte e la figlia Evelina, invece di aver placato gli animi, sembra aver confermato, nel racconto della madre, le peggiori paure sullo stato di salute dell’uomo, alimentando un’angoscia che ora viene resa pubblica nel tentativo di smuovere le acque.
La complessa vicenda familiare e giudiziaria
Le dichiarazioni di Hary si inseriscono in una vicenda, quella della richiesta di amministratore di sostegno avanzata da Evelina, che ha già conosciuto momenti di forte tensione e che ora, con questo nuovo e accorato intervento, sembra riacquisire una rinnovata centralità. La querelle tra padre e figlia, che aveva per un attimo sembrato rientrare, si riaccende dunque attraverso la voce di una figura che, per il suo passato, non può essere considerata estranea. Il suo appello, pur nella sua drammaticità, evita i toni della polemica sterile per concentrarsi esclusivamente sulla condizione umana di Sgarbi, restituendo la complessità di una situazione familiare e personale che rimane, per molti versi, ancora da dipanare completamente, mentre le parti in causa continuano a fornire versioni contrastanti sul reale stato delle cose.




