Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli, la figlia Evelina: "Sta male ma ha ripreso a mangiare"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le condizioni di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e figura di spicco della cultura italiana, destano preoccupazione dopo il suo ricovero al policlinico Gemelli di Roma, dove sta affrontando un periodo di profonda depressione. A confermare la gravità della situazione è stata la figlia Evelina, intervenuta nel programma La Volta Buona, condotto da Caterina Balivo su Rai 1, rivelando che il padre, nonostante le difficoltà, ha accettato di alimentarsi, segnando un primo, timido segnale di ripresa.
"L’ho trovato molto male, non credevo fosse così grave", ha ammesso la venticinquenne, visibilmente scossa dal confronto con un uomo che, per vitalità e intraprendenza, ha sempre rappresentato l’esatto opposto dell’immagine che oggi offre. La depressione, aggravata da un iniziale rifiuto del cibo, ha costretto Sgarbi a un ricovero che ha attirato l’attenzione di colleghi e amici, tra cui il cantautore Morgan, il quale, attraverso un post su Instagram, ha espresso solidarietà in modo polemico, puntando il dito contro quelli che ha definito "odiatori seriali".
"Vittorio Sgarbi, la personificazione dell’intelligenza e della vitalità, ha rinunciato a lottare per affermare la rinascita culturale di un paese che con ingratitudine lo ha colpito duramente", ha scritto l’artista, lasciando intendere che le critiche e le pressioni esterne abbiano contribuito a minarne il morale. Un tono accusatorio, il suo, che riflette un malessere più ampio, legato a dinamiche pubbliche e private che spesso accompagnano le personalità sotto i riflettori.
Evelina, da parte sua, ha preferito concentrarsi sui progressi quotidiani, sottolineando come il fatto che il padre abbia volontariamente accettato di nutrirsi rappresenti un passo significativo, seppur piccolo, verso un possibile miglioramento. Quello che emerge, al di là delle dichiarazioni, è il ritratto di un uomo la cui sofferenza, per quanto nota, resta in gran parte inesplorata dai media, che pure ne hanno amplificato le vicende professionali e giudiziarie negli ultimi anni.
Il ricovero al Gemelli, struttura di eccellenza nel trattamento di patologie complesse, lascia aperte domande sulle cause specifiche del malessere di Sgarbi, che la famiglia non ha approfondito pubblicamente, limitandosi a confermarne la natura psicologica. Quel che è certo è che la depressione, spesso sottovalutata quando a soffrirne sono personaggi noti per la loro esuberanza, si manifesta in modi imprevedibili, ridisegnando perfino i tratti di chi, come Sgarbi, ha fatto dell’ironia e della polemica un marchio di fabbrica.




