Il suicidio di Paolo Mendico e il peso del bullismo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia di Paolo Mendico, il quattordicenne di Santi Cosma e Damiano che si è tolto la vita l’11 settembre scorso, giorno in cui avrebbe dovuto iniziare il nuovo anno scolastico, continua a scuotere la coscienza collettiva e ad aprire interrogativi profondi su un fenomeno, quello del bullismo, che troppo spesso viene sottovalutato. Le indagini delle forze dell’ordine, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire l’esatto concatenarsi degli eventi che hanno portato a questo gesto estremo, partendo dalle denunce presentate in passato dalla famiglia per le vessazioni subite dal ragazzo, le quali – a quanto riferito – sarebbero iniziate addirittura dalla quinta elementare.

Proprio la sera di sabato, una fiaccolata ha percorso le strade del paese in memoria di Paolo, un momento di raccoglimento durante il quale l’arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari, ha letto un messaggio particolarmente atteso dai familiari. In questo clima di dolore, le parole della madre risuonano come un monito crudo e necessario: “Le parole possono essere pugni”, ha dichiarato, esortando non solo i coetanei, ma anche i genitori degli stessi, a una presa di responsabilità. Il suo invito, diretto e sofferente, è a “immedesimarsi nei ragazzi in difficoltà” e a non alimentare il problema, ma a risolverlo.

Dall’altro lato, la vicenda giudiziaria vede un primo risvolto con l’archiviazione della denuncia sporta nei confronti di una maestra, mentre il fuoco si concentra ora sulla condotta della scuola secondaria. La dirigente scolastica dell’istituto frequentato da Paolo, come riportato da diverse testate, si è detta pubblicamente addolorata e additata “come un’assassina”, pur difendendo la sua posizione e dichiarando di non volersi dimettere, assumendosi la responsabilità “di ciò che non ha visto”. Nel frattempo, l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha disposto un’ispezione ministeriale per fare piena luce sulle dinamiche interne alla scuola e su quanto sia stato fatto per arginare le sofferenze del giovane studente.

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