Francia sotto assedio: gli incendi nella Gironda e nel Var mettono in fuga 12mila persone

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'emergenza incendi non dà tregua alla Francia, dove nella sola regione della Gironda si contano già quasi 12.000 persone evacuate tra ieri e oggi a causa di un rogo di vaste proporzioni che sta divorando l'area intorno al bacino d'Arcachon. Le fiamme, alimentate da una vegetazione resa infiammabile dal caldo eccezionale di queste settimane, hanno ormai raso al suolo circa 2.000 ettari di superficie boschiva, costringendo le autorità a disporre provvedimenti di allontanamento in rapida successione. Nelle prime ore della giornata odierna la Prefettura ha reso noto che ulteriori 7.000 persone avrebbero dovuto lasciare le proprie abitazioni o i luoghi di villeggiatura, portando il totale degli sfollati a una cifra che preoccupa non poco gli apparati di protezione civile, già messi a dura prova da settimane di emergenze climatiche ripetute.

La precauzione diventa obbligo: campeggi e villaggi naturisti nel mirino delle fiamme

Il provvedimento odierno, definito dalle stesse autorità come un atto "in via precauzionale" ma reso inevitabile dalla velocità di propagazione del fronte igneo, ha interessato in particolare sei strutture campeggistiche e un'area residenziale a vocazione naturista situate a Nord di Cap Ferret, località che in questo periodo dell'anno pullula di turisti attratti dalle sue spiagge e dalle sue pinete.

L'evacuazione, che ha coinvolto tanto i residenti stabili quanto i vacanzieri giunti da ogni parte d'Europa, è stata condotta con relativa speditezza grazie all'intervento coordinato delle forze dell'ordine e dei volontari della protezione civile, sebbene il clima di apprensione si sia fatto palpabile tra le migliaia di persone costrette a lasciare in fretta e furia i propri alloggi. Non si registrano, al momento, vittime o feriti gravi tra la popolazione, ma il bilancio ambientale si prospetta già pesantissimo, con ettari di macchia mediterranea e pinete secolari ridotti in cenere.

Il Sud-Est non è da meno: nel Var 1.700 ettari di natura distrutti dal fuoco

Mentre la Gironda tiene banco nelle cronache per il numero imponente di sfollati, il dipartimento del Var, nel Sud-Est della Francia, sta vivendo ore altrettanto drammatiche a causa di un incendio che da giorni divampa incontrollato in una delle aree naturali più pregiate e fragili del Paese. Le fiamme, che hanno già carbonizzato oltre 1.700 ettari di terreno, trovano il loro principale alimento nelle condizioni meteo estreme e in una vegetazione ormai disseccata dai raggi di un sole implacabile, che da settimane non dà tregua a questa parte del territorio transalpino.

La maggior parte delle operazioni di evacuazione in questa zona si è concentrata nei pressi dei comuni di Pontevès, Cotignac, Sillans-la-Cascade, Correns e Montfort-sur-Argens, dove i vigili del fuoco stanno tentando di arginare un nemico che avanza su più fronti e che ogni giorno mette a dura prova i dispositivi di soccorso.

Ottocento pompieri in azione e l'allarme che si allarga all'intero Paese

Nel Var, come nella Gironda, il dispiegamento di mezzi e uomini è imponente: si contano infatti circa 800 pompieri impegnati in operazioni di spegnimento e bonifica, spesso costretti a operare in condizioni di visibilità ridotta a causa del fumo denso che avvolge le colline e le valli. Le autorità locali non nascondono la preoccupazione per i prossimi giorni, perché il rischio di nuovi roghi resta estremamente elevato su vaste porzioni del territorio nazionale, dopo un'estate che ha già fatto registrare picchi termici mai visti prima.

A livello europeo, i dati raccolti dagli enti di monitoraggio indicano che la superficie distrutta dagli incendi boschivi dall'inizio dell'anno supera già la media degli ultimi vent'anni, un segnale allarmante che conferma come la stagione del fuoco sia lungi dall'essere conclusa e come la lotta contro le fiamme richieda uno sforzo senza precedenti in termini di risorse umane e tecnologiche.

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