Arbitri, la resa dei conti: Sozza e i Var sospesi. Sale la tensione interna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Una decisione pesantissima, che segna un punto fermo di fronte a errori giudicati gravi e intollerabili, è stata assunta dai vertici dell'AIA nel tentativo di togliere dall’angolo sé stessi e l’intera classe arbitrale, dopo le polemiche che hanno travolto l’ultima giornata di Serie A. Il caso più eclatante, quello che ha innescato la reazione più drastica, riguarda la partita tra Lazio e Fiorentina, terminata in parità all’Olimpico, dove l’arbitro Simone Sozza e i due addetti alla stanza del Var, Ivano Pezzuto e Alessandro Prontera, sono stati destinatari di una sospensione dall’attività. Uno stop che, secondo quanto si apprende, avrà carattere prolungato e potrebbe protrarsi per almeno un mese, un lasso di tempo significativo che evidenzia la volontà di disinnescare le proteste e di marcare una linea.
L’errore cardine di Lazio-Fiorentina
L’episodio cardine che ha determinato provvedimenti così severi – e che ha riacceso il dibattito, mai sopito, sull’operato dei designatori – è stato il mancato assegnamento di un calcio di rigore a favore della Lazio per un contatto in area di rigore. Nello specifico, il difensore della Fiorentina, Pongracic, aveva trattenuto in modo palese il giocatore biancoceleste Gila, un’azione che, come riportato dalle cronache tecniche, era “funzionale a fermare” l’avversario e che quindi, per il regolamento, avrebbe dovuto essere punita con la massima sanzione. L’inerzia dell’arbitro Sozza, unita alla mancata correzione da parte del Var Pezzuto e dell’assistente Prontera, ha generato un malcontento profondo, non solo nella società romana ma anche all’interno dello stesso organismo arbitrale, il quale ha ritenuto di dover intervenire in maniera esemplare per tentare di ripristinare una credibilità percepita come incrinata.
La differenza di trattamento con Napoli-Verona
La scelta, tuttavia, appare ancor più significativa se confrontata con la gestione di un’altra partita contestata, quella tra Napoli e Verona, diretta dall’arbitro Marchetti. Anche in quel frangente, al termine della gara, erano seguite aspre lamentele da parte del club partenopeo per alcune decisioni arbitrali ritenute controverse. Ciononostante, per Marchetti e la sua squadra di arbitraggio non è stato disposto alcun provvedimento sospensivo, una discrepanza di trattamento che, inevitabilmente, alimenta discussioni sulle valutazioni interne e sugli standard applicati, lasciando intendere come il caso Lazio-Fiorentina sia stato considerato, per gravità e per l’evidenza dell’errore, di un ordine differente.
Le implicazioni di una scelta senza precedenti
La sospensione di un intero trio, arbitro in campo e operatori del Var, per un periodo così esteso rappresenta un evento raro, se non inedito, nel panorama del calcio italiano, e getta una luce cruda sulle tensioni che percorrono il mondo dell’arbitraggio. Tale mossa, che alcuni interpretano come un tentativo di “sacrificio” per calmare le acque, non fa che sollevare interrogativi più ampi sull’efficacia del sistema Var e sulla coerenza delle valutazioni tecniche, mentre la tensione interna all’AIA sembra essere palpabile. Rimane da capire, come sottolineano alcune fonti, se il fermo durerà per una o due effettive giornate di campionato, ma il messaggio di severità è già stato lanciato, in un clima dove ogni decisione viene passata al setaccio e dove la credibilità del giudice sportivo è costantemente in bilico.




