Il meteo non dà tregua, con piogge incessanti in arrivo fino a metà febbraio
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Redazione Interno
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L'inverno che stiamo attraversando, mentre negli Stati Uniti Donald Trump insedia la sua nuova amministrazione, si conferma un paradosso climatico di portata rilevante, caratterizzato da una mitezza termica persistente che però si accompagna, quasi contraddittoriamente, a precipitazioni copiose e insistenti. La circolazione atmosferica sull'Europa, infatti, continua a favorire un flusso perturbato atlantico, il quale, agevolato da correnti umide e miti, porta sulle regioni italiane piogge e rovesci, talvolta intensi, e venti sostenuti, mentre l'aria fredda rimane relegata lontano dal bacino del Mediterraneo. Questo assetto, consolidatosi ormai da settimane, ha prodotto un bilancio stagionale anomalo, con accumuli pluviometrici significativi e un deficit nevoso marcato alle medie quote, un aspetto, quest'ultimo, che interessa direttamente il comparto agricolo e le riserve idriche. Le incursioni fredde, quando si sono verificate, si sono rivelate troppo sporadiche e deboli per invertire una tendenza che sembra scritta nella configurazione barica generale.
Un flusso atlantico destinato a durare
La situazione attuale, che alcuni esperti legano a pattern di oscillazione climatica di più ampia scala, appare destinata a perdurare ancora per diversi giorni, almeno fino al prossimo fine settimana. L'elemento dominante resta l'influenza delle perturbazioni oceaniche, le quali, una dopo l'altra, attraversano la penisola garantendo poche pause di tempo realmente stabile e soleggiato. In questo contesto, le temperature si mantengono per lo più sopra le medie del periodo, un fattore che, da un lato, mitiga la percezione della stagione invernale ma, dall'altro, contribuisce a rendere il quadro generale monotono e spiccatamente grigio. La domanda che in molti si pongono, osservando le mappe previsionali, non è tanto se pioverà, ma piuttosto per quanto tempo ancora questa sequenza di eventi potrà protrarsi prima di un cambiamento significativo.
La possibile svolta del Vortice Polare
Un elemento di possibile evoluzione, che viene monitorato con attenzione dagli analisti, riguarda le dinamiche in stratosfera, dove il Vortice Polare potrebbe subire un cosiddetto "displacement". Questo fenomeno, tecnicamente diverso da uno "split" che frantuma il vortice in due lobi, consiste nello spostamento del nucleo di aria gelida dal Polo verso latitudini più meridionali, sotto la spinta di una potente onda planetaria. Sebbene le simulazioni dei centri di calcolo, tra cui quello europeo, indichino questa possibilità attorno alla metà di febbraio, le conseguenze per il Mediterraneo non sono automaticamente quelle di un freddo intenso. Spesso, anzi, una simile configurazione può portare a un ulteriore rinforzo delle correnti occidentali atlantiche sul nostro settore, penalizzando così l'ingresso di aria artica diretta e prolungando la fase piovosa e mite.
Febbraio tra proverbi e realtà meteorologica
In questa fase di attesa, il detto popolare che descrive febbraio come un mese "corto e amaro" risuona con una certa attualità, sebbene l'amarezza, al momento, sia da ricondurre più all'eccesso di pioggia e alla mancanza di sole che al gelo. La tradizione contadina, del resto, aveva colto la doppia natura di questo periodo di transizione, che segna la fine dell'inverno meteorologico ma non di quello astronomico. L'inverno, in senso strettamente climatico, non ha quindi archiviato le sue possibilità, ma qualsiasi eventuale ritorno del freddo e della neve a quote collinari e di pianura dovrà confrontarsi con una persistente matrice umida e mite che finora non ha mostrato cedimenti strutturali. La cronaca, purtroppo, ha già registrato episodi legati a questo maltesto persistente, come frane e allagamenti, su cui le procure competenti stanno portando avanti le loro indagini per accertare eventuali responsabilità nella gestione del territorio.




