Manchester City travolge l'Al-Ain e vola agli ottavi: Juventus ora pensa allo scontro diretto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Non c’era partita, e difatti non c’è stata. Il Manchester City ha liquidato l’Al-Ain con un perentorio 6-0, confermando quanto già pronosticato dai pronostici più benevoli. Una goleada che, seppur attesa, assume un significato particolare alla luce del contesto: Guardiola e i suoi, infatti, hanno centrato la qualificazione agli ottavi del Mondiale per Club con una giornata d’anticipo, esattamente come la Juventus, che ora si prepara allo scontro diretto di giovedì a Orlando.
I Citizens, guidati da un Haaland in vena di reti – una delle sei messe a segno – hanno chiuso i conti già nel primo tempo, quando Gündogan, Echeverri e lo stesso norvegese hanno firmato il 3-0 iniziale. Il secondo tempo, con altre tre marcature, ha solo allargato un divario che riflette la distanza tecnica tra le due squadre. Akanji, unico a giocare tutti i 90 minuti, ha impersonato la solidità di una squadra che non ha concesso spazio alle modeste velleità dell’avversario.
La Juventus, intanto, osserva e calcola. I bianconeri, infatti, sono primi nel gruppo G solo per un gol in più segnato rispetto al City (9 a 8), a parità di differenza reti (+8). Lo scontro di giovedì sera, dunque, diventa decisivo per la conquista del primo posto: a Tudor basterà un pareggio, considerando che la squadra ha già garantito l’accesso alla fase successiva.
Ganz: «Dall’Inter al Milan? Un bel casino. Ecco perché ho giocato in 14 squadre» mentre il calcio attuale vive di questi duelli, Maurizio Ganz ripercorre una carriera fuori dall’ordinario. «Passare dall’Inter al Milan è stato un bel casino», ammette l’ex attaccante, che tra gli anni ’90 e 2000 ha vestito 14 maglie diverse. «Fare altri sport mi ha aiutato a diventare un bomber», spiega, senza nascondere come quella versatilità abbia influito sul suo percorso.
Tra gli aneddoti, riemerge un retroscena inedito legato alla Juventus Women, dove Ganz ha allenato prima di lasciare l’incarico. Un episodio che lui stesso definisce «rivelatore», senza aggiungere dettagli ma lasciando intendere come certe esperienze abbiano segnato la sua visione del calcio.
Inzaghi e il pareggio del Salisburgo: «Contro il Real tutti dicevano che non ci sarebbe stata partita» sullo sfondo, intanto, c’è il percorso dell’Al Hilal di Simone Inzaghi, bloccato sullo 0-0 dal Salisburgo. L’allenatore italiano, però, non sembra preoccupato: «Quando abbiamo affrontato il Real, tutti pensavano fosse impossibile competere», ricorda, sottolineando come certe partite si giochino anche fuori dal campo.




