Mondiale per club, la Juventus affronta Al Ain, Wydad e City tra speranze e incognite
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Redazione Sport
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Si avvicina l’esordio della Juventus nel nuovo Mondiale per club, competizione voluta dalla Fifa che si disputerà negli Stati Uniti dal 15 giugno al 13 luglio, in un periodo insolito per il calcio internazionale, stretto tra la fine delle coppe europee e le qualificazioni ai Mondiali 2026. Igor Tudor, chiamato a guidare i bianconeri in questa avventura, dovrà misurarsi con Al Ain, regina degli Emirati Arabi, il Wydad Casablanca, rappresentante del Marocco, e il Manchester City di Pep Guardiola, rivali che, come la Juve, hanno concluso la stagione con risultati inferiori alle attese.
Tra i convocati, spiccano i nomi di Gleison Bremer e Arkadiusz Milik, entrambi reduci da lunghi stop: il difensore, fermo da ottobre per un grave infortunio al ginocchio, torna a disposizione, mentre l’attaccante polacco, assente dai campi dal maggio 2024, potrebbe trovare spazio per ridare smalto a un reparto offensivo che ha mostrato carenze. Completa la lista Daniele Rugani, rientrato dall’Ajax, e Filip Kostić, di ritorno dal prestito al Fenerbahce, insieme a Randal Kolo Muani e Francisco Conceição, le cui permanenze sono state prolungate grazie agli accordi con Psg e Porto. Non mancano Manuel Locatelli e Teun Koopmeiners, alle prese con recuperi fisici che ne hanno limitato le prestazioni nelle ultime settimane.
L’assenza di Mattia Perin e Juan Cabal, entrambi fuori per infortunio, costringe Tudor a ripensare alcuni equilibri, ma la squadra sembra avere tutte le carte in regola per ambire a un percorso di rilievo. La competizione, tuttavia, solleva non poche perplessità per il calendario insostenibile, con i calciatori chiamati a rinunciare al riposo dopo una stagione già logorante. L’ultima partita di Champions League risale al 31 maggio, e molti hanno già giocato nelle qualificazioni mondiali con le rispettive nazionali.
Per la Juve, il Mondiale per club rappresenta un’occasione per riscattare un anno deludente, ma anche un banco di prova per valutare la squadra in vista della prossima stagione. La partenza per il West Virginia, dove si disputerà la fase a gironi, segna l’inizio di un viaggio che potrebbe riservare sorprese, sia in positivo che in negativo. Intanto, il club torinese può già vantare un primato curioso: Milik, nonostante i mesi di inattività, risulta decisivo in una classifica ironica legata alla competizione, dimostrando quanto il fattore umano possa incidere anche nelle statistiche più imprevedibili.




