Netanyahu chiede il ritiro delle truppe Unifil dal Libano
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Redazione Interno
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Roma, 13 ottobre - La richiesta del premier israeliano Benjamin Netanyahu di ritirare la forza Unifil e i militari italiani dal Libano ha suscitato sorpresa, come dichiarato dal generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, durante un'intervista a "In mezz'ora". La missione 1701, infatti, è legata a una risoluzione accettata sia dal Libano che da Israele, e la presenza dei caschi blu è voluta da entrambi i paesi. Romano Prodi, ospite dello stesso programma, ha espresso il suo disappunto, affermando che Netanyahu ha superato ogni limite e che Israele non è più il paese che una volta era amato. Prodi ha inoltre sottolineato come Israele sembri voler approfittare della situazione politica negli Stati Uniti, attualmente paralizzati dal voto, per dimostrare la propria forza assoluta.
Nel frattempo, il premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu riguardo agli attacchi ripetuti che hanno messo a rischio l'incolumità e l'operatività delle forze Unifil. Meloni ha ribadito che la missione di peacekeeping, presente da decenni in Libano, agisce sotto il mandato diretto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e ha sottolineato la necessità di garantire sempre la sicurezza del personale coinvolto. La presidente del Consiglio ha inoltre ricordato come la missione Unifil contribuisca alla stabilità regionale, e ha definito inaccettabili gli attacchi subiti dalle forze armate israeliane.
La situazione in Libano rimane tesa, con le forze Unifil che continuano a operare in un contesto di crescente instabilità. La richiesta di Netanyahu, che ha sorpreso molti, potrebbe avere ripercussioni significative sulla presenza internazionale nella regione e sulla sicurezza delle truppe coinvolte.




