Estonia accusa la Russia: "L'incendio alla Milrem Robotics è un atto di sabotaggio"
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Redazione Esteri
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L'Estonia ha attribuito ufficialmente alla Russia l'incendio doloso che la notte del 15 agosto ha colpito un edificio utilizzato dalla Milrem Robotics nel quartiere Lasnamäe di Tallinn. La conclusione, resa nota martedì dal governo estone, si basa sulle valutazioni del Servizio di sicurezza interna, secondo cui l'azione è stata «un atto di sabotaggio commissionato dai servizi speciali della Federazione russa». La società è specializzata nella produzione di veicoli terrestri senza pilota, i THeMIS, forniti alle forze ucraine.
Le accuse di Tallinn e la posizione del Cremlino
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha dichiarato che Tallinn può «affermare con certezza» la matrice russa dell'accaduto, annunciando la convocazione dell'ambasciatore russo. Il primo ministro Kristen Michal ha inquadrato l'episodio in una campagna più ampia condotta da Mosca in Europa, finalizzata a intimidire i governi e a ridurre il sostegno a Kyiv. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha respinto le accuse definendole «infondate, sconsiderate e del tutto estranee alla realtà», sostenendo che Mosca non intende prenderle in considerazione.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, intervenendo a margine del Valdai International Discussion Club, ha replicato affermando che «l'Europa sta conducendo una guerra contro la Russia» e che su questo «non c'è alcun dubbio», citando il sostegno militare occidentale a Kyiv.
Il ruolo della sicurezza interna e il modus operandi dei reclutamenti
Il direttore del servizio di sicurezza interna estone, Margo Palloson, ha spiegato che quello della Milrem è il primo attacco andato a segno in Estonia quest'anno, dopo che la maggior parte dei piani analoghi era stata sventata in fase preliminare. Secondo quanto riferito, i servizi russi cercano costantemente reclute a cui affidare azioni di sabotaggio, attingendo a ambienti disparati: persone di madrelingua russa residenti nel Paese baltico, individui legati alla criminalità organizzata e cittadini stranieri.
La motivazione prevalente sarebbe di natura economica, con i reclutatori che non rivelerebbero ai propri contatti di agire per conto dei servizi segreti russi. Nel caso specifico, gli esecutori materiali individuati provengono dalla Lettonia.
Gli arresti e le reazioni internazionali
Le indagini hanno portato all'arresto di tre cittadini lettoni, fermati in territorio lettone il 17 e il 18 agosto e successivamente estradati in Estonia il 17 e 18 settembre. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi di memorizzazione dati e oggetti che sarebbero stati utilizzati per appiccare il rogo. L'incendio, domato rapidamente dai soccorritori, non ha causato vittime. La vicenda ha suscitato immediate reazioni a livello europeo e atlantico.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso «piena solidarietà» a Tallinn, mentre il segretario generale della NATO Mark Rutte ha parlato di una campagna «sconsiderata» e di azioni ostili contro l'Alleanza, sottolineando che Mosca non riuscirà a scalfire il sostegno a Kyiv. Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato «la moltiplicazione di questi atti ostili», citando anche il recente episodio dell'aeroporto di Lipsia, in Germania, dove un drone carico di esplosivo è stato intercettato.
La Lettonia e la Lituania hanno manifestato appoggio alla linea estone, mentre la Svezia ha definito l'accaduto «estremamente grave».
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