L’ultimo atto di Gene Hackman e Betsy Arakawa: il video del ritrovamento e l’ombra dell’hantavirus
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le immagini, rilasciate dall’ufficio dello sceriffo di Santa Fe, mostrano ciò che gli agenti si sono trovati davanti il 26 febbraio scorso, quando hanno varcato la soglia della villa di Gene Hackman e Betsy Arakawa. Le bodycam catturano il silenzio spezzato solo dai passi cauti degli investigatori, mentre perlustrano una casa che, fino a poco prima, era stata il rifugio della coppia. In bagno, il corpo senza vita di Betsy, accanto a quello di uno dei loro cani; in un’altra stanza, distante, quello dell’attore, spentosi a 95 anni.
Quel che emerge dai rapporti è un quadro che va oltre la semplice fatalità. Nei giorni precedenti, Betsy aveva cercato freneticamente risposte online, interrogando sintomi che sembravano quelli di un’influenza: febbre, dolori muscolari, sangue dal naso. Aveva scritto persino a una massaggiatrice, chiedendo consigli. Nessuno, però, aveva pensato all’hantavirus, un’infezione rara ma letale trasmessa dai roditori, che proprio in quelle settimane aveva fatto registrare casi isolati nel New Mexico.
La villa, stando ai rilievi, era infestata dai topi. Un dettaglio che, se inizialmente poteva apparire marginale, assume ora un peso decisivo. L’autopsia ha confermato che Betsy è morta per complicazioni legate al virus, mentre per Hackman — la cui salute era già fragile — le cause sono ancora in fase di accertamento. Le autorità non escludono che anche lui possa essere stato contagiato, ma preferiscono attendere gli esami tossicologici prima di pronunciarsi definitivamente.




