Google Maps si aggiorna con la navigazione immersiva e l’intelligenza artificiale di Gemini

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un prima e un dopo, nella storia delle applicazioni di navigazione, e quel momento, per quanto riguarda Google Maps, è fissato a questi giorni. Il colosso di Mountain View ha infatti rilasciato quello che viene descritto, senza troppi giri di parole, come l’aggiornamento più significativo dell’ultimo decennio: un aggiornamento che non si limita a ritoccare l’interfaccia o ad aggiungere qualche funzione secondaria, ma che stravolge completamente l’esperienza d’uso, trasformando lo smartphone o il display dell’auto in qualcosa di molto più simile a un copilota virtuale che a un semplice stradario parlante. Per il momento, è bene precisarlo, la rivoluzione è circoscritta geograficamente: a poter mettere le mani sul nuovo volto di Maps sono, per ora, gli utenti negli Stati Uniti e in India, con il resto del mondo che dovrà attendere i prossimi mesi per vedere le novità integrate nei propri dispositivi, siano essi Android o iOS, passando attraverso CarPlay e Android Auto.

Un mondo tridimensionale e fotorealistico sotto il cofano

La prima, e forse più immediata, delle novità è di natura squisitamente visiva. Si chiama “navigazione immersiva”, un termine che sta a indicare un nuovo modo di rappresentare l’ambiente circostante che abbandona la piattezza delle mappe bidimensionali per tuffarsi in un modello 3D fotorealistico. Non si tratta di un vezzo estetico, spiegano gli ingegneri di Google, ma di un salto funzionale reso possibile dall’intelligenza artificiale, la quale fonde miliardi di immagini provenienti da Street View, dai satelliti e dai rilievi aerei per restituire una riproduzione fedele di edifici, cavalcavia, e persino della vegetazione ai bordi della strada. Durante la guida, il sistema mette in risalto elementi cruciali come le corsie di svolta, i semafori, i segnali di stop e gli attraversamenti pedonali, e lo fa con una chiarezza tale da ridurre drasticamente quel margine di incertezza che spesso coglie il conducente di fronte a uno svincolo complesso o a una rotatoria affollata. A questa cura per il dettaglio si aggiungono poi funzioni come gli zoom intelligenti e gli edifici trasparenti, letteralmente: lo schermo mostra ciò che si trova al di là di un palazzo, permettendo di anticipare una svolta o di capire come muoversi in un incrocio prima ancora di arrivarci fisicamente.

Ask Maps, quando la mappa risponde a tono

Ma il cuore pulsante di questo rinnovamento batte altrove, ed è racchiuso in una sigla: Gemini. L’intelligenza artificiale generativa di Google viene infatti integrata a fondo nell’applicazione attraverso una nuova funzione battezzata Ask Maps. L’idea, per come è stata raccontata dai product manager durante la conferenza stampa di presentazione, è quella di trasformare il rapporto con il navigatore in una conversazione vera e propria. Non più comandi secchi e impersonali, del tipo “cerca ristorante nelle vicinanze”, ma domande articolate, complesse, ricche di sfumature: l’utente potrà chiedere, con la stessa naturalezza con cui si rivolge a un amico, dove trovare un ristorante vegetariano a metà strada tra due uffici, con un tavolo libero per quattro persone alle sette di sera, oppure, per citare un esempio più prosaico riportato da più fonti, dove si trovi il bagno pubblico pulito più vicino. Gemini setaccia il suo sterminato database, che comprende oltre 300 milioni di luoghi e le recensioni di 500 milioni di contributor, per restituire una risposta ragionata, corredata da foto e dettagli, e lo fa imparando dalle abitudini di chi la interroga: se l’utente cerca spesso opzioni vegane, i suggerimenti filtreranno automaticamente i locali di carne, senza che lui debba ripeterlo ogni volta.

Pianificazione predittiva e guida vocale umanizzata

Le implicazioni di questo salto in avanti si riverberano su molteplici aspetti dell’esperienza di guida. La funzione Immersive View for Routes, ad esempio, permette ora di visualizzare in anteprima tridimensionale l’intero percorso, dall’inizio alla fine, con una simulazione dinamica delle condizioni del traffico e del meteo. Si potrà così decidere, con un semplice cursore, se posticipare la partenza per evitare un acquazzone o un ingorgo, e farlo avendo sotto gli occhi una rappresentazione fedele di ciò che si incontrerà strada facendo. Parallelamente, anche la voce che fornisce le indicazioni ha subito una profonda revisione: l’obiettivo dichiarato è quello di abbandonare la roboticità del passato per approdare a un tono più naturale, quasi umano. Invece del classico “gira a destra tra duecento metri”, l’assistente potrebbe dire qualcosa come “supera questo semaforo e gira subito a destra dopo il grande edificio bianco”, un cambio di registro che mira a rendere la comunicazione più intuitiva e meno stressante. E poi c’è la questione dei percorsi alternativi: non più una semplice opzione proposta in caso di incidente, ma un vero e proprio ventaglio di possibilità con pro e contro illustrati, lasciando all’automobilista la scelta tra un tragitto più breve ma trafficato e uno più lungo ma scorrevole. Google ha annunciato che Maps processa oltre cinque milioni di aggiornamenti sul traffico al secondo, una mole di dati che, combinata con l’IA, permette previsioni e consigli di una precisione fino a ieri inimmaginabile.

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