Kash Patel alla guida dell'FBI
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Redazione Esteri
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Con l'inizio del secondo mandato di Donald Trump, sarà Kash Patel a dirigere l'FBI. L'annuncio, come ormai da tradizione, è arrivato dall'account del neoeletto presidente americano sul social media Truth, con un messaggio chiaro: Patel, 44 anni, ha trascorso la sua carriera di avvocato "combattendo la corruzione, difendendo la giustizia e proteggendo il popolo americano". Trump ha scelto un "vendicatore" per guidare l'FBI e ha liquidato l'attuale direttore Christopher Wray con quasi tre anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato decennale. Il presidente eletto vuole a capo dell'agenzia l'ex procuratore Kash Patel, un fedelissimo pronto a perseguire i suoi nemici, ma anche un duro critico del Bureau, che in passato ha chiesto di chiudere la sede centrale di Washington, di licenziare la sua dirigenza e di mettere "sotto controllo" le forze dell'ordine del Paese.
Era il 2019 quando il distaccamento di Phoenix dell'FBI ha pubblicato un report in cui si classificava QAnon come una "minaccia di terrorismo interno". Solo cinque anni dopo, alla guida del Bureau è stato nominato Kash Patel, fedelissimo di Trump che da anni corteggia e sostiene pubblicamente il "gruppo" complottista. Prima di tutto, Patel sostiene la necessità di perseguitare i nemici di Trump: "Troveremo i cospiratori, non solo nel governo ma nei media".
Nulla più della scelta di Kash Patel come capo dell'FBI evidenzia la distanza fra il Trump del primo e del secondo mandato e la sua volontà di provocare un terremoto nelle istituzioni democratiche, radendo al suolo un sistema giudiziario e di polizia nel quale vede un deep state a lui ostile. Donald Trump scoprì Patel, un procuratore impegnato a dimostrare la falsità della tesi di un appoggio della Russia di Putin alla sua candidatura, nell'ultimo anno di presidenza.




