Lo strazio di una madre davanti al corpo senza vita di Sara Campanella, uccisa a coltellate a Messina
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Redazione Interno
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Maria Concetta Zaccaria non riesce a crederci, ripete che non può essere vero, mentre si trova nell’obitorio del Policlinico di Messina, davanti alla salma della figlia Sara Campanella, la studentessa universitaria di 22 anni uccisa nel pomeriggio del 31 marzo con un colpo alla giugulare. Le sue parole, spezzate dal dolore, si mescolano a un pianto che non trova pace. Intorno a lei, il silenzio greve di un luogo che raccoglie storie finite troppo presto, come quella di Sara, la cui vita è stata strappata via da un gesto brutale.
L’aggressore, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe un 24enne già noto alla giovane, con cui avrebbe avuto una relazione interrotta da poco. I testimoni parlano di una lite precedente all’accoltellamento, avvenuto in strada, mentre la vittima era voltata di spalle. Dopo il colpo, Sara avrebbe fatto pochi passi prima di crollare a terra, senza più rialzarsi. Le Forze dell’Ordine, intervenute tempestivamente, hanno avviato la caccia all’uomo, il cui profilo corrisponde a quello di un coetaneo della ragazza.
La senatrice messinese Dafne Musolino ha espresso sgomento per l’accaduto, sottolineando come, ancora una volta, una giovane donna sia morta per mano di un uomo. Il parallelismo con un altro femminicidio, quello di Lorena, avvenuto cinque anni prima a Furci Siculo, rende ancora più amara la riflessione sulla continuità di una violenza che non sembra arrestarsi.




