Parma-Genoa, un pari che lascia a bocca asciutta nella lotta salvezza
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Redazione Sport
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Sotto la pioggia che ha reso pesante il terreno di gioco del Tardini, Parma e Genoa non sono riuscite a spaccare il tabellino, chiudendo un anticipo decisivo per la classifica su un risultato di 0-0. L’incontro, equilibrato e combattuto soprattutto nel centrocampo, ha visto le due formazioni contendersi la supremazia senza mai trovare il gol che avrebbe potuto dare una svolta alla serata. Se da una parte i liguri, con il loro quarto risultato utile consecutivo, hanno dimostrato una solidità difensiva che li sta allontanando dalle zone più pericolose della graduatoria, gli emiliani, pur mantenendo una certa distanza di sicurezza, hanno perso l’occasione per allungare ulteriormente. Il tecnico Carlos Cuesta, schierando Pellegrino a supporto della prima linea, ha cercato di imprimere maggiore dinamismo al reparto offensivo, mentre Daniele De Rossi, confermando la coppia d’attacco Vitinha-Colombo, ha puntato sulla continuità di una squadra in crescita.
Un primo tempo dominato dal Genoa e le parate decisive di Corvi
La partita, che si è sviluppata con un ritmo intenso fin dalle battute iniziali, ha visto il Genoa imporsi nel primo tempo, creando le occasioni più nitide per passare in vantaggio. Dopo appena quattro minuti, un’azione personale di Colombo, il quale ha tagliato sull’interno destro per calciare con il sinistro, si è conclusa con il pallone che è finito alto sopra la traversa, lanciando un primo avvertimento alla retroguardia gialloblù. La pressione dei rossoblù, del resto, non si è affievolita, tanto che al 16’ una combinazione rapida tra i loro elementi offensivi ha spalancato la difesa avversaria per Colombo, servito a perfezione da Ellertson: l’attaccante, trovandosi faccia a faccia con il portiere Corvi, è stato però abilmente neutralizzato da un’uscita bassa e tempestiva del numero uno emiliano, il quale in quella frazione di gioco ha salvato i suoi. Quelle parate, decisive per mantenere l’equilibrio, hanno rappresentato il momento più pericoloso della prima metà dell’incontro, durante la quale il Parma ha faticato non poco a costruire manovre offensive di concreto disturbo.
La reazione sterile del Parma nel secondo tempo
Nella ripresa, come spesso accade in partite così tirate, il panorama è mutato con il Parma che ha alzato il baricentro e provato a prendere in mano le redini del gioco, senza però riuscire a diventare realmente pericoloso. La fisicità, che ha caratterizzato l’intero scontro, ha limitato gli spazi e impedito alle trovate dei giocatori più tecnici di concretizzarsi in finalizzazioni di peso. Gli uomini di Cuesta, pur mostrando maggiore possesso palla, si sono scontrati contro un muro difensivo genovese ben organizzato e poco incline alle concessioni, rendendo così sterile la maggior parte della loro costruzione. Il tentativo di sfruttare le fasce, così come l’inserimento di alcuni elementi freschi dalla panchina, non ha sortito gli effetti sperati, lasciando che la partita scivolasse lentamente verso un pareggio che, se da un lato premia l’impegno, dall’altro non soddisfa pienamente le ambizioni di nessuna delle due compagini.
Il panorama della classifica e il clima di lutto a Firenze
Il punto conquistato, che porta il Parma a 23 e il Genoa a 20 in attesa del recupero della Fiorentina, delinea una situazione in divenire nella parte bassa della graduatoria, dove ogni singolo risultato può alterare gli equilibri. La corsa per la salvezza, dunque, resta completamente aperta, con diverse squadre separate da un esiguo numero di punti. In un contesto segnato da questa lotta serrata, un velo di tristezza ha attraversato il calcio italiano per la scomparsa del presidente della Fiorentina, evento che ha portato a un minuto di raccoglimento prima dell’inizio di Bologna-Fiorentina. Un gesto di rispetto, quello osservato negli stadi, che ha ricordato come lo sport, al di là dei risultati e delle rivalità, sappia fermarsi di fronte al dolore.




