Georgia al bivio, verso la nomina del presidente
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Redazione Esteri
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Sabato, il parlamento georgiano potrebbe eleggere come presidente Mikheil Kavelashvili, candidato filorusso di estrema destra. La Georgia, da settimane, è teatro di proteste antigovernative che vedono decine di migliaia di persone chiedere la ripetizione delle elezioni parlamentari, considerate regolari dagli osservatori internazionali. Il governo, accusato di essere filorusso e di ignorare i fondamenti della democrazia, deve fare i conti con una piazza in fermento.
Il partito di governo, Sogno Georgiano, ha ottenuto il 54% dei voti nelle elezioni di ottobre, ma l'opposizione, che non rispecchia i movimenti di piazza, continua a manifestare contro la decisione di fermare il processo di adesione all'Unione Europea. Le proteste, che si susseguono senza sosta nella capitale Tbilisi e in altre città del Paese, chiedono anche il rilascio delle persone arrestate durante i 15 giorni di manifestazioni.
Levan Davitashvili, giovane vicepremier georgiano e ministro dell'Economia, ha dichiarato che il partito vuole la Georgia in Europa, ma solo quando tutti saranno pronti. Tuttavia, le accuse di essere filo-russo e anti-occidentale continuano a pesare sul governo, mentre la situazione politica rimane tesa e incerta.
In questo contesto, la nomina di Kavelashvili potrebbe rappresentare un ulteriore punto di svolta per la Georgia, un Paese che, nonostante le difficoltà, continua a lottare per il proprio futuro politico e democratico.




